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Autore: Redazione

caregiver italia

«Carneade! Chi era costui?» Alla ricerca del caregiver familiare in Italia

Proprio come uno smarrito don Abbondio si interroga, all’inizio dell’ottavo capitolo del Promessi sposi, di fronte al nome di un oscuro filosofo greco, così potremmo fare noi di fronte al termine caregiver, ormai presente in ogni discussione che riguardi l’assistenza a familiari anziani o disabili.

Caregiver, dunque: chi è costui? La legge 205 del 2017 (legge di bilancio 2018) ha introdotto la definizione di caregiver familiare: questi è una persona che assiste volontariamente, in modo gratuito e responsabile, il coniuge, il convivente o un familiare che, a causa di malattia, infermità o disabilità, anche croniche o degenerative, non sia autosufficiente e in grado di prendersi cura di sé.

Non un o una badante, dunque, che offre un’assistenza professionale, ma un familiare, che si prende cura liberamente e a titolo gratuito della persona assistita.

Nonostante l’introduzione della definizione, la figura del caregiver familiare, in Italia, è ancora in attesa di essere riconosciuta con una legge dello Stato: a differenza di altri stati europei, quali Francia, Spagna, Germania e Inghilterra, chi si prende cura in maniera gratuita e non professionale di un familiare in condizioni di non autosufficienza a causa di una malattia o una disabilità, lo fa senza alcuna protezione sociale.

Sembra però che la situazione stia cambiando: lo scorso 27 ottobre è stato sbloccato con un decreto del dipartimento per le Politiche della famiglia il Fondo «per il sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver» istituito con la legge 205 del 2017, la stessa che ne ha introdotto la definizione.

In questo particolare momento storico, il tema del caregiver è prioritario e di grandissima attualità, sia dal punto di vista del riconoscimento giuridico che da quello delle attuali politiche di priorità vaccinale.

Ma c’è di più: oltre al riconoscimento del ruolo fondamentale che questa figura ricopre nell’universo del welfare familiare italiano, lo Stato pare essere pronto a riconoscere sostegni e vantaggi. Scopriamo come nel prossimo articolo!

anziana uncinetto

Anziani e coronavirus: come passare le giornate a casa

L’emergenza sanitaria del Coronavirus sta modificando le abitudini e le attività quotidiane di tutte le persone, primi fra tutti gli anziani che sono invitati a non uscire di casa e a limitare il più possibile i contatti sociali.

Queste limitazioni possono sconvolgere e modificare la vita di molte persone anziane, che sono abituate a fare passeggiate giornaliere all’aria aperta, ad andare a fare la spesa nei negozi di fiducia del quartiere oppure a giocare a carte con gli amici al circolo anziani, per tutelare la propria salute, in questo momento è necessario rinunciare a tutte queste attività.

Suggerimenti per affrontare questo periodo di limitazioni

Passare intere giornate in casa può essere molto noioso, soprattutto per una persona anziana che vive da sola, quindi ecco alcuni suggerimenti per distrarsi e far passare il tempo, cercando anche di non dimenticare alcune regole di benessere:

  • fare movimento fisico: anche se costretti in casa è necessario non dimenticare di effettuare movimento fisico, piccole passeggiate in casa o in giardino possono essere salutari ed aiutare a mantenersi attivi;
  • fare giochi di enigmistica per tenere allenato il cervello;
  • muoversi sempre in sicurezza in casa: è importante evitare cadute e incidenti domestici, per questo è bene utilizzare sempre il montascale per salire e scendere le scale, anche se ci si sente in grado di affrontarle in modo autonomo; è importante, inoltre, mettere in sicurezza l’ambiente del bagno con piccoli accorgimenti anticaduta e antiscivolo;
  • telefonare a parenti e amici: per mantenere contatti sociali è necessario prediligere il telefono alle visite, in questo modo si potranno mantenere relazioni sociali senza correre rischi;
  • chiedere sempre allo stesso familiare un aiuto per la spesa alimentare, l’acquisto di medicine ecc: limitando i contatti sociali ad una sola persona, si riuscirà a contenere le possibilità di contagio;
  • guardare film in televisione: ai programmi di attualità e aggiornamento meglio affiancare film rilassanti e divertenti che aiutino a diminuire l’ansia e le preoccupazioni inevitabili in questo periodo;
  • giocare a carte: se vivete con altre persone o familiari passate più tempo insieme, in compagnia il tempo passa più velocemente;
  • scegliere un hobby per rilassarsi: lavorare a maglia, fare giardinaggio, leggere un libro o altri passatempi possono aiutare a trascorrere le giornate più serenamente.

Numeri utili in caso di Emergenza Coronavirus

In caso di febbre, tosse o sintomi influenzali è necessario contattare il proprio medico curante e non recarsi autonomamente in pronto soccorso. Se il medico curante non dovesse essere disponibile è possibile contattare il numero verde messo a disposizione dalla propria regione e dedicato all’emergenza Coronavirus.

Numeri verdi regionali

  • Basilicata: 800 99 66 88
  • Calabria: 800 76 76 76
  • Campania: 800 90 96 99
  • Emilia-Romagna: 800 033 033
  • Friuli Venezia Giulia: 800 500 300
  • Lazio: 800 11 88 00
  • Lombardia: 800 89 45 45
  • Marche: 800 93 66 77
  • Piemonte:
    800 19 20 20 attivo 24 ore su 24
    800 333 444 attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 8 alle 20
  • Provincia autonoma di Trento: 800 867 388
  • Provincia autonoma di Bolzano: 800 751 751
  • Puglia: 800 713 931
  • Sardegna: 800 311 377
  • Sicilia: 800 45 87 87
  • Toscana: 800 55 60 60
  • Umbria: 800 63 63 63
  • Val d’Aosta: 800 122 121
  • Veneto: 800 462 340

Alcune regioni hanno messo a disposizione anche altri numeri di telefono dedicati alle situazioni di emergenza:

  • Abruzzo
    ASL n. 1 L’Aquila:118
    ASL n. 2 Chieti-Lanciano-Vasto: 800 860 146
    ASL n. 3 Pescara: 118
    ASL n. 4 Teramo: 800 090 147
  • Liguria: 112
  • Molise: 0874 313000 e 0874 409000
  • Piacenza: 0523 317979: attivo dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 18 e il sabato dalle 8 alle 13

Numero di pubblica utilità 1500

Attivo anche il numero di pubblica utilità 1500 del Ministero della Salute.

112 Numero unico di emergenza

Contattare il 112 oppure il 118 soltanto se strettamente necessario, in caso di febbre alta e difficoltà di respirazione.

Ascensore disabili

Ascensori per disabili: misure minime e caratteristiche

Gli ascensori per disabili sono un’ottima soluzione per rendere accessibili e abbattere le barriere architettoniche in palazzi, condomini e luoghi pubblici a tutte le persone: disabili in carrozzina, ma anche persone con difficoltà motorie o genitori con bambini in passeggino. Sono utili anche per migliorare la mobilità domestica in abitazioni su più piani, rendendo più agevoli gli spostamenti e il trasporto di carichi come per esempio borse della spesa o casse d’acqua.

Ascensori per disabili dimensioni minime per edifici di nuova costruzione

Gli ascensori per disabili devono avere caratteristiche e misure particolari per consentire alle persone in carrozzina di utilizzarli in maniera sicura, pratica e autonoma.

La legge stabilisce caratteristiche particolari per gli ascensori interni o esterni presenti in edifici di nuova costruzione differenti a seconda della loro destinazione d’usoIn tutti gli edifici di nuova costruzione:

  • ascensore per disabili in edificio ad uso non residenziale: dovrà prevedere cabine con profondità minima di 140 cm per 110 cm di larghezza e porta con una luce di almeno 80 cm; lo spazioantistante la cabina dovrà essere di almeno 150×150 cm per constire l’accesso e lo sbarco alle carrozzine senza difficoltà.
  • ascensore per disabili in edificio ad uso residenziale: la cabina dell’elevatore dovrà avere le seguenti dimensioni minime 130 cm di profondità per 95 cm di larghezza e come per quelli ad uso non residenziale, dovrà garantire uno spazio antistante di almeno 150 x150 cm.

Ascensori per disabili in edifici esistenti

La progettazione di un ascensore per disabili da installare in un edificio esistente deve tenere conto di misure leggermenti inferiori rispetto agli elevatori per disabili per palazzi di nuova costruzione:

  • la cabina dovrà avere una profondità di almento 120 cm di profondità e di 80 cm di larghezza, mentre la  dovrà essere di almento 75 cm e lo spazio minimo antistante la cabina deve essere 140×140 cm.

Altre caratteristiche obbligatorie e non per gli elevatori per disabili

Oltre a specifiche misure sono previste alcune caratteristiche obbligatorie nella progettazione di un ascensore per disabili per garantire un utilizzo facile e sicuro alle persone in carrozzina:

  • porte automatiche sia in cabina che al piano;
  • cabina spaziosa per consentire l’accesso e il movimento al suo interno della sedia a rotelle;
  • sensori fotocellule che bloccano le porte in caso di impedimento;
  • campanello di allarme e telefono di emergenza ad un’altezza compresa tra 110cm e 130cm;
  • pulsantiera di comando interna ed esterna ad altezza adeguata dotate anche di rilievo in braile per non vedenti;
  • spia luminosa per segnalare l’arrivo di una chiamata e per la segnalazion;
  • luce di emergenza;
  • pavimento della cabina in linea con quello del pianerottolo, con una tolleranza massima di 2 cm;
  • stazionamento al piano a porte chiuse;
  • segnalazione sonora di arrivo al piano.

Per agevolare l’utilizzo dell’ascensore da parte di persone disabili è possibile installare un corrimano all’interno della cabina che consentirà di migliorare il comfort e la sicurezza durante il trasporto, inoltre è consigliabile prevedere una cabina di dimensioni adeguate anche al trasporto di un accompagnatore, per consentire l’utilizzo dell’ascensore anche a disabili non autosufficienti.

Montascale per anziani e disabili: tipologie e caratteristiche tecniche

Il montascale o servoscala è un impianto di sollevamento verticale, che permette di abbattere le barriere architettoniche e superare una o più rampe di scale in modo pratico e sicuro, con costi più contenuti rispetto a un ascensore per la casa.

Il montascale semplifica la vita quotidiana delle persone con difficoltà motorie e permette loro di muoversi in modo indipendente, sicuro e pratico.{index}

Come è fatto un montascale per disabili e anziani

Esistono varie tipologie di servoscala con caratteristiche differenti per rispondere alle diverse esigenze di utilizzo di persone anziane, disabili o con difficoltà motorie.

I servoscala sono composti dai seguenti componenti principali:

  • Pedana o seduta ribaltabile: è la parte del montascale destinata all’utilizzatore, dove è possibile sedersi o posizionare la carrozzina per disabili;
  • Spalliera: parte verticale e non ribaltabile, che si aggancia alla guida del montascale;
  • Veicolo: costituito dalla parte richiudibile e dalla spalliera del montascale;
  • Guida: parte fissa del montascale, su cui scorre il veicolo, che può essere dotata di una parte dentata o può apparire come un semplice corrimano.
    A seconda della tipologia dell’impianto può essere diritta o curva.

Come funziona un montascale

I servoscala sono alimentati dall’energia elettrica e necessitano quindi di un collegamento elettrico, il loro consumo è molto ridotto e non andrà a modificare l’importo della bolletta. Il funzionamento del montascale è piuttosto semplice la seduta o la piattaforma viene fatta salire o scendere attraverso un sistema di trazione che può essere di diversi tipi:

  • Pignone e cremagliera: il motore elettrico fa muovere il montascale lungo il percorso della scala attraverso l’azionamento di una ruota dentata che si inserisce all’interno della cremagliera che si trova lungo la guida.
  • Aderenza: il motore elettrico aziona dei rulli che aderiscono a pressione alla guida. La rotazione dei rulli fa salire e scendere il servoscala.
  • Fune: la seduta o la piattaforma è attaccata a una fune che viene trainata dal motore che si trova all’esterno del veicolo, è la soluzione più confortevole in quanto la parte dedicata all’utilizzatore non risente delle vibrazioni del motore.

Montascale fissi

I montascale fissi sono impianti di sollevamento verticali, che vengono installati in modo permanente alla scala, devono essere montati da tecnici qualificati e possono essere utilizzati in completa autonomia dalla persona trasportata.

Le caratteristiche versatili e gli ingombri ridotti permettono ai montascale a poltroncina o con pedana di essere installati in qualsiasi ambiente o tipologia di scala, in abitazioni private, condomini o all’esterno per superare le barriere architettoniche presenti. La progettazione dell’impianto su misura consente di soddisfare le diverse necessità delle persone utilizzatrici.

Montascale mobili

Questa tipologia di servoscala permette il superamento di tutte le barriere architettoniche, sia interne che esterne, sia che si tratti di diverse rampe di scale sia di pochi gradini. I montascale a cingoli o a ruote non necessitano di alcuna installazione fissa, sono pieghevoli e trasportabili da un luogo all’altro.

A seconda del modello possono trasportare disabili in carrozzina, agganciando la sedia a rotelle alla struttura; in alternativa sono dotati di una seduta per persone anziane o con difficoltà motorie. Tutte le tipologie di montascale mobili prevedono la presenza di un accompagnatore, che guida il servoscala in modo facile e senza fatica, non è quindi possibile utilizzare l’impianto in modo autonomo senza l’aiuto di una terza persona, come invece accade per i montascale fissi.

Poltroncina montascale

Il montascale a poltroncina è la soluzione ideale per superare in modo pratico e sicuro una o più rampe di scala all’interno della propria abitazione. La maggior parte dei montascale a poltroncina possono essere installati anche all’esterno e sono dotati di un telo di protezione per proteggerli dagli agenti atmosferici.

A seconda del modello le poltroncine montascale sono in grado di superare una o più rampe di scale:

  • poltroncina a guida curva: grazie alla guida curva il montascale è in grado di effettuare percorsi con pianerottoli o curve.
  • poltroncina a guida dritta: consente di superare una sola rampa di scale dritte.

Montascale a piattaforma/pedana

Il servoscala con pedana è un montascale per disabili che consente alle persone in carrozzina di superare una o più rampe di scale in modo autonomo e sicuro. Questo tipo di impianto è dotato di una pedana dove posizionare la sedia a rotelle durante il trasporto e di comandi di azionamento facili e intuitivi.

Può essere installato sia all’esterno che all’interno e a seconda del modello può superare una o più rampe di scale. Il suo ingombro è davvero minimo quando non viene utilizzato, la pedana può essere ripiegata e le diverse dimensioni disponibili consentono al montascale di adattarsi allo spazio a disposizione.

Il servoscale con pedana può essere utilizzato anche per il trasporto di piccoli carichi o di bambini in passeggino accompagnati da un adulto, è, quindi, la soluzione ideale per rendere accessibili anche edifici ed uffici aperti al pubblico o per superare barriere architettoniche esterne come per esempio le rampe di scale che permettono di raggiungere una stazione della metropolitana.

Montascale con guida curva

Per superare più rampe di scale con pianerottoli, la soluzione ideale è l’installazione di un montascale a guida curva; la parte su cui scorre la poltroncina o la pedana è infatti realizzata su misura e segue la struttura della scala, permettendo così al montascale di superare curve o pianerottoli durante la sua corsa.

Montascale con guida dritta

Un montascale per rampe dritte permette di superare una sola rampa di scala, la sua struttura più semplice lo rende meno costoso rispetto a un modello per scale a più piani, ma deve comunque essere realizzato su misura, per adattarsi perfettamente alla scala su cui deve essere installato.

Sicurezza

Tutti i modelli di montascale in commercio devono essere certificati secondo le normative internazionali (ISO 9001) ed europee (EN 29001) e sono quindi provvisti di dispositivi di sicurezza per il trasporto delle persone, per esempio:

  • pedana in materiale antiscivolo
  • fermata automatica in caso di ostacolo sul percorso
  • funzionamento a “uomo presente” in modo tale da evitare l’azionamento accidentale del montascale
  • cinture di sicurezza, braccioli e corrimano per le persone trasportate.

I benefici di un montascale

I benefici dell’utilizzo di un servoscale sono notevoli, salire e scendere le scale in sicurezza e senza fatica migliora la qualità di vita non solo delle persone anziane e disabili, ma anche dei loro familiari.

  • Indipendenza: sia per le persone anziane che per i disabili potersi muovere autonomamente all’interno della propria casa è un aspetto estremamente importante, l’installazione di un montascale a poltroncina o con pedana permette di salire e scendere le scale senza l’aiuto di un accompagnatore; non sarà necessario cambiare casa o portare la camera dal letto al piano terreno, grazie al montascale si potranno abitare e sfruttare tutti i piani dell’abitazione in totale sicurezza e autonomia.
  • Sicurezza: le scale sono fra le zone più pericolose della casa affrontare i gradini per persone con ridotte capacità motorie può risultare rischioso e comportare infortuni anche gravi.
  • Ingombro ridotto: i modelli di montascale a poltroncina o a pedana in commercio occupano pochissimo spazio, se non utilizzati dispongono di parti ribaltabili che ne limitano l’ingombro e permettono un utilizzo tradizionale della scala.
  • Flessibilità: i montascale sono realizzati su misura, in questo modo il servoscale si adatta perfettamente a tutti i tipi di scale, anche con più rampe, curve e pianerottoli.

Agevolazioni 2020 per l’acquisto e l’installazione di un montascale

L’acquisto e l’installazione di un montascale per disabili o anziani consente di accedere a diverse agevolazioni fiscali e detrazioni previste per legge, fra cui la possibilità di detrarre il 50% della spesa nella dichiarazione dei redditi. Scopri di più nel nostro approfondimento.

icona sedia a rotelle

Coronavirus e disabili: tutte le misure straordinarie

La presenza del Coronavirus o Covid 19 in Lombardia e Veneto ha portato all’adozione di misure straordinarie per contenere il contagio e preservare così anche le persone più deboli come disabili e anziani.

I provvedimenti adottati dal Governo il 22 febbraio 2019 hanno inevitabili conseguenze anche sulle condizioni delle persone disabili, così FISH (Federazione italiana per il superamento dell’handicap) e FAND (Federazione fra le associazioni nazionali delle persone con disabilità) ha voluto in un comunicato spiegare come le misure straordinarie possono interessare i disabili e mettendo in evidenza le problematiche che potranno insorgere nella quotidianità di queste persone: dalla chiusura dei centri diurni per contenere i contagi, alla possibile quarantena che potrebbe indebolire la rete di assistenza e supporto, fino all’attivazione di canali di comunicazione specializzati.

“Tenuto conto che le persone con disabilità sono anche quelle più a rischio durante situazioni di emergenza, qual è quella presente, l’Ufficio per le politiche in favore delle persone con disabilità, anche dietro segnalazioni pervenute dalle associazioni maggiormente rappresentative delle persone con disabilità, ritiene opportuno che dei punti di seguito esposti sia tenuto conto in sede di diffusione di direttive alle Regioni e alle articolazioni del Sistema Nazionale di Protezione Civile per le aree di focolaio di COVID-19:

  1. Il DPCM 23 febbraio 2020 all’art. 1, comma 1, prevede la sospensione di attività pubbliche e private, con l’eccezione dei servizi essenziali e di pubblica utilità, secondo le modalità e i limiti indicati con provvedimento del Prefetto territorialmente competente. Potrebbero rientrare, tra i servizi essenziali, i cosiddetti Centri diurni per disabili, i quali però a causa della natura delle prestazioni erogate sono caratterizzati da un alto tasso di frequentazione (operatori, familiari e soggetti terzi). Le persone con disabilità, specie intellettive e del neurosviluppo, non sempre sono in grado di assumere comportamenti consapevoli ed idonei ad evitare o ridurre i rischi di contagio. Trattandosi, inoltre, di persone con particolari patologie, correlate alla loro disabilità, rappresentano una popolazione maggiormente esposta al contagio. Ciò premesso, è quindi da valutare se comprendere i Centri diurni nelle aree di focolaio tra le attività soggette a sospensione. Contemporaneamente però si renderebbe necessaria un’azione compensativa di supporto domiciliare per gli utenti dei Centri e i loro familiari, in modo da non far venire meno i servizi di assistenza essenziali.
  2. Lo stato di emergenza comporta l’adozione di misure straordinarie, di “quarantena”, che potrebbero indebolire la rete di assistenza, supporto e protezione destinata alle persone con gravissime disabilità o con forme di non autosufficienza che vivono al proprio domicilio. Fra questi rientrano spesso soggetti con genitori molto anziani, o che vivono in assenza di una adeguata rete di protezione familiare. Tali soggetti, in caso di quarantena, potrebbero avere maggiori difficoltà ad autogestirsi e a seguire le istruzioni delle Autorità. Sarebbe quindi opportuno, nei limiti che la situazione di emergenza consente, assicurare il maggior possibile coordinamento fra le strutture del Sistema Nazionale di Protezione Civile su base locale, le Asl, le strutture di assistenza e le associazioni su base locale, al fine di garantire il censimento, il monitoraggio e il supporto per tali casistiche.
  3. Riteniamo necessaria l’attivazione di canali di comunicazione e di assistenza al cittadino che consentano il superamento delle barriere alla comunicazione. In particolare: i numeri verdi telefonici che sono stati istituiti a livello centrale e regionale non possono essere utilizzati da persone sorde o con ipoacusia. Pertanto andrebbe affiancata una modalità di comunicazione via email per questa categoria di persone. Inoltre andrebbero previste traduzioni delle principali comunicazioni di emergenza in Lingua dei Segni Italiana per consentire l’accesso alle informazioni utili anche ai sordi segnanti.”
duomo di Lecce

City4Age il progetto europeo per la mobilità degli anziani e dei disabili

City4Age è un progetto coordinato dal Politecnico di Milano, approvato dall’Unione Europea e finanziato da Union’s Horizon 2020 per migliorare la mobilità e l’accessibilità ai servizi socio-sanitari di anziani e disabili.

La ricerca ha l’obiettivo di creare una rete di comunità attive per facilitare l’accesso ai servizi socio-sanitari, ai cittadini in difficoltà e alle loro famiglie: dal sostegno medico alla consegna della spesa o all’aiuto domestico, fino all’organizzazione di attività ricreative e culturali.

City4Age è nato nel dicembre del 2015 e ha già condotto i primi test nelle città “pilota” (Atene, Madrid, Birmingham, Montpellier, Singapore e Lecce in Italia) coinvolgendo sedici partner europei.

Lo studio si svolge in tre tappe:

  1. Fornire alle persone monitorate di strumenti e servizi per segnalare in maniera anonima rischi per la salute, carenze cognitive o fragilità.
  2. Predisporre risorse per mitigare le problematiche emerse.
  3. Definire un modello di strumenti e servizi per andare incontro ai bisogni di disabili, anziani e delle fasce a rischio, con l’obiettivo di individuare la percentuale di rischio, stimolare le persone a uno stile di vita attivo e sano e rendere la città più accessibile agli anziani, sia dal punto di vista della mobilità attraverso l’abbattimento delle barriere architettoniche sia con la realizzazione di attività specifiche per queste categorie di persone.

Ascensore per la casa, miniascensore o elevatore: tipologie e caratteristiche tecniche

L’ascensore è un impianto di sollevamento verticale, in grado di trasportare persone o carichi pesanti fra i diversi piani di un edificio. Oltre ai grandi ascensori che trasportano le persone all’interno di edifici molto alti come grattacieli, esistono piccoli ascensori per la casa.

Questi miniascensori hanno un costo più contenuto e permettono di migliorare la mobilità di abitazioni private, condomini o edifici aperti al pubblico, come uffici, negozi o ristoranti.

Gli ascensori domestici o miniscensori migliorano il comfort, facilitano le attività quotidiane e sono realizzati su misura in base alle esigenze degli utilizzatori e agli spazi a disposizione. Sono facili da usare, sicuri e affidabili, possono essere utilizzati non solo da persone anziane, ma anche da disabili, genitori o persone con bambini in passeggino.

Tipologie di ascensori

Principalmente gli elevatori si distinguono a seconda del tipo di trazione e di installazione:

  • ascensore elettrico
  • ascensore idraulico
  • ascensore esterno
  • ascensore interno

Gli elevatori possono prevedere uno o più accessi a seconda della disposizione dei vari piani da raggiungere, nel caso di più accessi questi possono essere adiacenti o opposti.

Ascensore elettrico

L’ascensore elettrico è azionato da un motore elettrico che trasmette il movimento ai cavi che sollevano e sostengono la cabina, il motore elettrico funziona sia in discesa che in salita.

Un ascensore elettrico è composto dai seguenti elementi:

  • Argano o macchinario di sollevamento
  • Cabina passeggeri
  • Contrappeso che permette anche di bilanciare in carichi riducendo la potenza elettrica impegnata e i consumi energetici. (che ha funzioni anche di bilanciamento con conseguente riduzione della potenza elettrica impegnata e dei consumi energetici)
  • Funi di trazione
  • Quadro elettrico di manovra
  • Dispositivi di sicurezza comprendenti: Limitatore di velocità, Paracadute.

Questo tipo di ascensore ha un costo di installazione più elevato rispetto a quello idraulico, ma un consumo e una manutenzione notevolmente ridotti. Inoltre, l’elevatore elettrico ha dimensioni ridotte e non necessita di un locale macchine, in quanto il motore si trova all’interno del vano in cui è installato l’ascensore. Può essere installato anche all’esterno anche in ambienti particolarmente freddi, le condizioni climatiche, infatti, non influiscono sulle sue prestazioni.

Ascensore oleodinamico o idraulico

Nell’ascensore idraulico, la spinta è determinata da un sistema di pistoni e cilindri che contengono olio minerale in pressione, la cui portata è personalizzabile attraverso una valvola. Per far salire l’ascensore la pompa idraulica spinge il liquido all’interno del cilindo, provocando l’estensione dello stelo e la spinta verso l’alto, durante la fase di discesa l’elevatore sfrutta la forza di gravita, la gestione del deflusso controllato dell’olio dal pistone permette di controllare la velocità.

L’ascensore idraulico è così composto:

  • Centralina idraulica
  • Cilindro e pistone
  • Cabina passeggeri
  • Quadro elettrico di manovra
  • Dispositivi di sicurezza comprendenti: Paracadute, Valvola di blocco.
  • Può inoltre comprendere anche: Funi di taglia

Questo tipo di ascensore, nel corso degli anni è stato migliorato dal punto di vista tecnico e delle prestazioni e presenta una valida alternativa più economica all’ascensore elettrico, pur avendo consumi più alti e necessitando di una manuntezione periodica alla parte idraulica.

Ascensore esterno

Gli ascensori esterni sono la soluzione ideale quando il vano scale e la disposizione degli ambienti interni non permettono l’installazione di un ascensore interno. L’ascensore esterno può essere posizionato adiacente al fabbricato o in installazione libera con incastellatura e passerella di sbarco o collegamenti che permettono l’accesso all’interno dei vari piani dell’edificio.

Gli ascensori panoramici esterni sono di grande impatto visivo, ma allo stesso tempo capaci di adattarsi e armonizzarsi con qualsiasi tipo di edificio, le pareti in cristallo, infatti, sono particolarmente eleganti, creando particolari giochi di luci e trasparenze.

Per mantenere la coibentazione degli ambienti interni è necessario prevedere porte a taglio termico e allo stesso modo l’incastellatura esterna dell’elevatore deve essere dotata di un sistema isolante che assicuri la tenuta dell’acqua e l’isolamente termico.

L’ascensore esterno è particolarmente indicato in edifici che presentano gradini o piccole rampe di scale esterne, l’elevatore, infatti, partendo dal cortile consentirà di abbattere tutte le barriere architettoniche presenti, migliorando notevolmente il comfort di vita.

Ascensore interno

Gli ascensori interni sono la soluzione perfetta per abitazioni su più piani o piccoli condomini, questi tipi di miniascensori possono essere di diverse tipologie a seconda del tipo di installazione prevista:

  • ascensore con vano in muratura: l’elevatore viene inserito in un vano in muratura che può essere già esistente o uno spazio costruito appositamente per ospitare l’elevatore;
  • ascensore con incastellatura esterna: se le dimensioni delle scale lo permettono è possibile installare l’ascensore al centro del vano scale con un castelletto in metallo o metallo e cristallo, in questo modo sarà possibile sfruttare uno spazio inutilizzato e i pianerottoli fungeranno da discesa per i vari piani.

Un ascensore interno elettrico può essere un’ottima soluzione per le abitazioni private, in quanto non prevede sala macchine ed è particolarmente silenzioso, il suo ridotto consumo di energia elettrica è equiparabile a quello di un qualsiasi altro elettrodomestico casalingo.

L’ascensore interno idraulico, invece, rappresenta un buon compromesso tra prestazioni e prezzo, è può essere la scelta migliore per un budget limitato.

Leggi anche il nostro approfondimento sugli ascensori interni

Ascensori per disabili

L’ascensore per disabili è sicuramente l’impianto di sollevamento più adatto e sicuro per l’abbattimento delle barriere architettoniche e garantire l’accessibilità a luoghi pubblici, condomini e abitazione private.

L’ascensore per disabili deve essere progettato e installato con determinate caratteristiche che ne consentano l’utilizzo alle persone in carrozzina:

  • dimensioni della cabina adatte al trasporto di sedie a rotelle, con una larghezza minima di 80cm, profondità di 120 e accesso di almeno 75 cm;
  • porte automatiche che devono restare aperte per almeno 8 secondi;
  • comandi e pulsantiera ad altezza idonea;
  • il pianerottolo di arrivo deve avere dimensioni adeguate per consentire le manovre necessarie per la discesa e per la salita, lo spazio antistante l’ascensore deve essere di almeno 140 cm x 140 cm.

Sicurezza in ascensore

Tutti gli ascensori per la casa sono progettati e realizzati rispettando le normative europee per la sicurezza e sono dotati di diversi dispositivi che permettono di utilizzare l’elevatore in modo totalmente sicuro e pratico:

  • ritorno automatico al piano in caso di assenza di corrente elettrica;
  • dispositivo di comunicazione con l’esterno;
  • monitoraggio a distanza dell’ascensore;
  • sistema di paracadute in caso di caduta;
  • barriera a fotocellula sui lati di ingresso;
  • dispositivo di controllo del carico;
  • in caso di ascensore in condominio o in luogo pubblico, l’elevatore può essere dotato di una chiave che ne attiva il funzionamento, per evitare che venga utilizzato in modo non corretto o da persone non autorizzate.

I vantaggi di un ascensore per la casa

Installare una ascensore per la casa è sicuramente una scelta che comporta un notevole costo economico, ma i vantaggi giustificano sicuramente la spesa:

  • abbattimento delle barriere architettoniche;
  • miglioramento della qualità di vita: l’ascensore domestico non trasporta solo persone, ma anche carichi pesanti, casse d’acqua, borse della spesa;
  • un elevatore o miniascensore aumenta il valore dell’immobile sia che esso sia un condominio o un abitazione privata.

Agevolazioni 2020 per l’acquisto di un ascensore per la casa

L’installazione di un ascensore per la casa rientra tra gli interventi di ristrutturazione finalizzati all’abbattimento delle barriere architettoniche che godono della detrazione IRPEF al 50% prevista per legge. Se si tratta di un ascensore elettrico è possibile anche usufruire dell’ecobonus previsto dal Bonus casa, che permette di richiedere detrazioni fino al 75% per lavori volti a migliorare l’efficienza energetica dell’abitazione.

Per saperne di più puoi leggere il nostro articolo sulle Agevolazioni fiscali per l’acquisto di un ascensore per la casa.

Manutenzione montascale: tutto quello che bisogna sapere

La manutenzione di un montascala, sia esso una poltroncina per anziani o un servoscala con pedana per disabili, è molto importante, perchè assicura sempre un impianto efficiente, sicuro e pronto all’uso.

L’acquisto e l’installazione di un montascala assicura alle persone con difficoltà motorie un miglioramento della propria qualità di vita e la possibilità di spostarsi all’interno o all’esterno della propria casa in modo autonomo, pratico e sicuro.

Tutti i modelli di montascale sono composti da diverse parti meccaniche che hanno bisogno di un controllo e di una manutenzione periodici, per evitare guasti e rotture gravi ed onerose dal punto di vista economico.

Garanzia e manutenzione montascale

La garanzia e la manutenzione di un montascale sono due concetti molto differenti, non sempre così chiari alle persone:

  • La garanzia del montascale ha valore per un periodo che varia dai 12 ai 24 mesi a seconda del contratto di acquisto. Durante tutto questo periodo, in caso di malfunzionamenti o guasto dell’impianto si avrà diritto a interventi di riparazione o sostituzione gratuita dei componenti deteriorati direttamente da parte del servizio di assistenza del produttore.
  • La manutenzione ordinaria garantisce la funzionalità del montascale durante e oltre il periodo di garanzia, secondo un protocollo di interventi precisi e specifici volti a evitare guasti, usura e a mantenere efficienti tutte le parti meccaniche ed elettriche del montascale, scongiurando il rischio di danni che non permettano il funzionamento della macchina.

La manutenzione ordinaria deve essere fatta anche durante il periodo in garanzia e successivamente non dà diritto ad interventi di riparazione gratuiti, ma assicura una maggiore durata di ogni componente del montascale.

Manutenzione montascale obbligatoria

Tutti gli impianti di montascale devono essere sottoposti a interventi di manutenzione ordinaria obbligatoria regolati dal DPR n. 214 del 5 Ottobre 2010.

Secondo il decreto il proprietario o il legale rappresentante dell’immobile in cui è stato installato il montascale è tenuto a effettuare manutenzioni regolari e una verifica dell’impianto ogni due anni.

Per far effettuare la manutenzione necessaria, il proprietario dovrà rivolgersi a ditte specializzate in assistenza e manutenzione montascale, spesso gli stessi produttori di montascale offrono ai propri clienti contratti di manutenzione specifici per l’impianto.

La manutenzione ordinaria prevede il controllo e l’eventuale sostituzione di tutti i componenti del montascale sottoposti ad usura che potrebbero compromettere il buon funzionamento dell’impianto stesso. La sostituzione dei componenti deteriorati, una volta scaduta la garanzia, è a carico del proprietario dell’impianto.

Piccoli consigli per mantenere il tuo montascale sicuro ed efficiente

Esistono dei piccoli accorgimenti che permettono di mantenere al meglio la propria poltroncina montascale o il servoscale per disabili, evitando così guasti e manutenzioni straordinarie:

  • rispettare il peso massimo consentito: ogni montascale ha una portata massima consentita, oltre alla quale il meccanismo viene sforzato e sottoposto a sforzi che ne possono compromettere il funzionamento.
  • mantenere pulita la guida: la rotaia su cui si muove la poltroncina o la pedana per disabili è una delle zone più sensibili dell’impianto, sporcizia e piccoli oggetti possono inavvertitamente compromettere il funzionamento del montascale;
  • riparare subito eventuali guasti: quando il montascale necessita di un intervento di riparazione è bene effettuarlo il prima possibile, un guasto non riparato può causare problemi più seri e più onerosi.
  • controllare lo stato della batteria: la maggior parte dei montascale sono alimentati da una batteria che collegata a una presa di corrente si ricarica automaticamente. Scollegare il montascale di continuo o usarlo anche quando la batteria non è completamente carica, può ridurre la vita della batteria, che dovrà essere sostituita prima del previsto.

Un montascale sempre funzionamento ed efficiente assicura alle persone la possibilità di muoversi in completa autonomia all’interno della propria casa, mantenendo le proprie abitudini.

lezione danza

7 e 8 febbraio a Torino UNIDANS: disabilità e danza

Si terrà a Torino e a Collegno l’evento italiano di UNIDANS, il progetto europeo che intende valorizzare l’inclusione dei disabili attraverso la danza.

Il progetto UNIDANS è realizzato in collaborazione con lo CSEN (Centro Sportivo Educativo Nazionale), la scuola di Formazione Professionale romena Ioan Kunst Ghermānescu di Bucarest e il Club Esportiu Alba di Tarrega in Spagna.

Le due giornate di formazione gratuita organizzate a Torino e a Collegno sono aperta a tutti i tecnici sportivi che vogliono ampliare le proprie conoscenze riguardo le metodologie di insegnamento della danza integrata, che rappresenta una grande opportunità di inclusione per le persone disabili.

Obiettivo dell’incontro del 7 febbraio è quello di realizzare una guida comune di metodologie e buone pratiche sull’insegnamento della danza in contesti in cui sono presenti atleti con e senza disabilità.

Sabato 8, invece, verranno approfonditi i temi disabilità e sport e verrà svolta una lezione pratica dimostrativa con allievi disabili e non.

Un’occasione importante per conoscere nuove realtà impegnate nel rendere la danza sempre più inclusiva e a portata di tutti.

linguaggio dei segni

Sanremo Accessibile, anche in lingua Lis per i sordi

Inizia oggi il Festival di Sanremo e per la prima volta sarà un Sanremo Accessibile, trasmesso indiretta anche nella lingua dei segni e reso accessibile anche alle persone sorde.

La diretta Lis (in Lingua Italiana dei Segni) del Festival di Sanremo sarà trasmessa dallo Studio 4 di via Teulada e potrà essere seguita su Rai Play e nei collegamenti in diretta dal palco dell’Ariston.

Gli interpreti descriveranno in Lis quello che avverrà sul palco, tradurranno nel linguaggio dei segni i testi delle canzoni e i discorsi dei vari ospiti e dei conduttori sul palco per tutte e cinque le serate della kermesse musicale.

Il team di Sanremo accessibile è composto da 3 ragazzi sordi, 12 persone udenti, una coreografa, la direttrice artistica Laura Santarelli e la capo accessibilità Rai Maria Chiara Andriello.

Un’occasione importante per rendere accessibile il Festival di Sanremo, abbattere le barriere e porre attenzione sulla disabilità uditiva, per un mondo sempre più inclusivo e accessibile.