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Autore: Redazione

miniascensori domestici

Miniascensori: la soluzione per la tua mobilità domestica

Muoversi in libertà all’interno della propria casa non dovrebbe mai essere un privilegio, bensì un diritto fondamentale. Con il passare degli anni o a causa di disabilità motorie, scale e barriere architettoniche possono trasformare anche le più semplici attività quotidiane in sfide difficili da superare.

Come avevamo menzionato in un articolo precedente, i miniascensori per interni rappresentano una soluzione rivoluzionaria per coloro che desiderano riappropriarsi della propria autonomia senza sacrificare lo stile e la funzionalità degli ambienti domestici. Questi dispositivi combinano tecnologia avanzata e design moderno per garantire comfort, sicurezza e accessibilità, senza invadere eccessivamente lo spazio abitativo.

Perché scegliere un miniascensore interno?

Un miniascensore interno non è solo un ausilio alla mobilità, ma rappresenta una vera e propria miglioria all’intero contesto abitativo. A differenza degli ascensori tradizionali, questi dispositivi sono studiati appositamente per le abitazioni private, con un design discreto e ingombri minimi. L’installazione non richiede interventi invasivi, rendendo questa soluzione estremamente pratica e versatile.

Stiltz: tecnologia e design al tuo servizio

Tra le soluzioni disponibili sul mercato, la gamma Stiltz rappresenta una scelta di eccellenza grazie alle sue caratteristiche innovative, che permettono di adattare i miniascensori domestici a qualsiasi tipo di ambiente interno della propria abitazione.

Caratteristiche generali dei miniascensori Stiltz

  • Design elegante e discreto: ogni modello Stiltz è stato progettato per integrarsi armoniosamente con gli interni della casa, permettendo un’installazione discreta e funzionale in soggiorno, camera da letto, o persino nascosto in ripostigli o armadi.
  • Sistema di guida unico: utilizza una struttura a binari verticali autoportante che garantisce movimenti fluidi e silenziosi, eliminando la necessità di muri portanti o sistemi idraulici rumorosi.
  • Consumi energetici ridotti: grazie a una semplice connessione alla presa elettrica domestica, il consumo è paragonabile a quello di un normale elettrodomestico.
  • Installazione rapida e pulita: il design modulare permette una consegna e installazione rapida, eseguita direttamente presso la propria abitazione.
  • Sicurezza garantita: sistemi avanzati di sensori e arresto d’emergenza rendono ogni viaggio sicuro e senza preoccupazioni.

Miniascensore Stiltz Duo+: praticità ed eleganza per piccoli spazi

Il modello Stiltz Duo+ rappresenta la soluzione ideale per ambienti compatti, dedicata al trasporto di una o due persone. Questo ascensore interno combina praticità e design contemporaneo grazie alle pareti trasparenti e finiture in policarbonato che ne fanno un complemento d’arredo moderno.

Vantaggi del Duo+:

  • Dimensioni estremamente ridotte (ingombro di soli 0,55 m²).
  • Ideale per chi cerca una soluzione elegante per piccoli spazi domestici.
  • Sistema di azionamento silenzioso integrato nella cabina.
  • Numerose opzioni personalizzabili, come sedile pieghevole e finiture interne.
  • Sicurezza avanzata con sensori di movimento, bilanciamento e carico massimo di 170 kg.

Possibili svantaggi:

  • Limitato a due piani con una corsa massima di 4500 mm.
  • Non adatto per trasportare sedie a rotelle di dimensioni standard.

Miniascensore Stiltz Trio+: spazio e comfort per esigenze più ampie

Per chi ha una famiglia numerosa o utilizza una sedia a rotelle standard, il modello Stiltz Trio+ è la scelta ideale. Questo tipo di miniascensori per interni garantiscono un comfort superiore grazie a dimensioni più generose e la possibilità di installare porte più ampie.

Vantaggi del Trio+:

  • Capacità di carico fino a 250 kg, ideale per sedia a rotelle standard o più persone.
  • Possibilità di accedere fino a tre piani con una corsa massima di 6 m.
  • Maggior spazio interno, ingresso più ampio e comodo.
  • Ulteriori funzioni di sicurezza, tra cui dispositivo di rilevamento velocità e telefono interno per emergenze.
  • Opzioni di personalizzazione più estese per colori, finiture e accessori.

Possibili svantaggi:

  • Ingombro maggiore rispetto al Duo+ (circa 1,24 m x 0,96 m).
  • Necessita di maggiore spazio disponibile nella casa.

Confronto tra Stiltz Duo+ e Trio+

Quando si sceglie tra il modello Duo+ e il Trio+, è essenziale considerare alcuni aspetti specifici:

  • Spazio disponibile: Se lo spazio domestico è limitato, il Duo+ offre una soluzione compatta ed efficiente. Al contrario, per abitazioni con spazi più ampi e necessità di trasporto di sedie a rotelle, il Trio+ è la scelta più indicata.
  • Numero di persone e carico massimo: Per utenti singoli o coppie, il Duo+ rappresenta una soluzione sufficiente e pratica. Se si ha una famiglia numerosa o esigenze particolari di mobilità, il Trio+ offre la portata e lo spazio necessari.
  • Numero di piani serviti: Il Duo+ può collegare esclusivamente due piani, mentre il Trio+ può coprire fino a tre livelli.
  • Personalizzazione e comfort: Entrambi i modelli offrono personalizzazioni, ma il Trio+ offre una gamma più ampia di opzioni e maggiore comfort per chi utilizza sedie a rotelle.

Come scegliere il miniascensore perfetto?

La scelta dipende principalmente dalle tue esigenze specifiche. Il Duo+ offre stile e compattezza per coppie o single, mentre il Trio+ è indispensabile per famiglie numerose o persone con disabilità motorie. Entrambi migliorano significativamente l’accessibilità della casa con eleganza e funzionalità.

La scelta tra Stiltz Duo+ e Stiltz Trio+ dipende da alcune domande chiave:

  • Quante persone devono utilizzare il miniascensore contemporaneamente?
    Se la risposta è una o due, Duo+ è la soluzione più compatta e discreta. Se si prevede l’uso da parte di più persone o la necessità di trasportare una sedia a rotelle, Trio+ è la scelta obbligata.
  • Quanto spazio è disponibile in casa?
    Duo+ si adatta anche agli spazi più piccoli, mentre Trio+ richiede una superficie maggiore.
  • Quanti piani deve collegare il miniascensore?
    Duo+ è perfetto per case su due livelli, Trio+ può servire fino a tre piani.
  • Ci sono esigenze particolari di accessibilità?
    Per chi ha necessità di accesso con carrozzina, Trio+ offre rampa integrale e ingresso più ampio.
  • Quanto conta il design e la personalizzazione?
    Entrambi i modelli di miniascensori offrono ampie possibilità di personalizzazione per integrarsi perfettamente con lo stile della casa.

 

Esperienza d’Uso: Silenziosità, Comfort e Sicurezza

Sia Stiltz Duo+ che Trio+ sono progettati per offrire un’esperienza d’uso superiore:

  • Silenziosità: niente sistemi idraulici rumorosi o vuoto pneumatico, ma un motore elettrico silenzioso e integrato nella cabina.
  • Fluidità di movimento: la corsa è dolce e priva di vibrazioni, grazie ai binari autoportanti.
  • Sicurezza totale: sensori di movimento, barriere fotoelettriche, sistemi di arresto caduta, batteria di riserva, comandi ad azione mantenuta e molto altro.
  • Facilità di utilizzo: pannello di controllo intuitivo, telecomandi, opzioni per sedile pieghevole e corrimano.
  • Installazione rapida: grazie al design modulare, l’ascensore viene consegnato e montato in tempi brevi, senza disagi per la famiglia

Scegli il comfort con Archimede

I miniascensori Stiltz Duo+ e Trio+ rappresentano il meglio della tecnologia per l’accessibilità domestica: discreti, eleganti, sicuri e facili da installare, sono la soluzione ideale per chi vuole vivere la propria casa senza limiti. La scelta tra i due modelli dipende dalle esigenze di spazio, capacità e accessibilità, ma in entrambi i casi il risultato sarà un miglioramento tangibile della qualità della vita e del benessere domestico.

Archimede Montascale ti offre sopralluogo e preventivo gratuito, installazione rapida, 5 anni di garanzia e possibilità di finanziamento agevolato. Per scoprire di più su questi miniascensori e migliorare la tua vita quotidiana, visita ora il sito ufficiale Archimede Montascale e richiedi subito un preventivo personalizzato e gratuito!

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accessibilità e barriere architettoniche

L’accessibilità dei luoghi pubblici: partecipazione sociale, inclusione e indipendenza

L’accessibilità nei luoghi pubblici è un tema di fondamentale importanza per garantire il diritto alla mobilità e alla partecipazione sociale di tutte le persone, indipendentemente dalle loro condizioni fisiche. Le barriere architettoniche rappresentano un ostacolo significativo per le persone con disabilità, limitando l’accesso a edifici, mezzi di trasporto e spazi pubblici.

Sebbene siano stati fatti progressi normativi e strutturali per rendere le città più inclusive, molte sfide restano ancora da affrontare.

Questo articolo analizza il problema delle barriere architettoniche nei luoghi pubblici, le soluzioni adottate e le prospettive future per una società più accessibile.

Le barriere architettoniche: ostacoli all’inclusione

Le barriere architettoniche comprendono tutti quegli elementi strutturali che impediscono o rendono difficoltoso l’accesso e la fruizione degli spazi pubblici da parte delle persone con disabilità, sono molteplici e influenzano tutti gli aspetti della vita quotidiana.

Tra gli ostacoli più comuni si trovano:

  • marciapiedi privi di rampe o con ostacoli che impediscono il passaggio di carrozzine e ausili per la mobilità
  • edifici pubblici senza ascensori o con gradini all’ingresso, che rendono difficile l’accesso a uffici, scuole, ospedali e negozi
  • trasporti pubblici non adeguatamente attrezzati, con pochi autobus e treni accessibili a persone con disabilità motorie o sensoriali
  • segnaletica inadeguata per persone con disabilità visive o cognitive, come l’assenza di scritte in Braille o percorsi tattili

Questi ostacoli non solo limitano la libertà di movimento, ma compromettono anche l’indipendenza e la dignità delle persone con disabilità, costringendole spesso a dipendere dall’aiuto di altri per compiere azioni quotidiane.

Le normative sull’accessibilità

Negli ultimi decenni, diverse normative nazionali e internazionali hanno cercato di garantire un maggiore livello di accessibilità.

In Italia, l’accessibilità nei luoghi pubblici trova il suo fondamento giuridico nella Costituzione italiana, ma è specificamente regolamentata da un insieme di leggi dedicate. La Legge 13/89 rappresenta uno dei pilastri normativi in questo ambito, stabilendo in modo chiaro i termini e le modalità con cui l’accessibilità deve essere garantita sia negli ambienti pubblici che in quelli privati.

Negli ultimi anni, il quadro normativo italiano si è ulteriormente arricchito con nuove disposizioni. Il Decreto Legislativo 222/23, entrato in vigore il 13 gennaio 2024, rappresenta un punto di svolta significativo, imponendo l’obbligo per le pubbliche amministrazioni di adeguare sia gli spazi fisici che i servizi digitali per garantire l’accessibilità a tutte le persone, incluse quelle con disabilità.

Tuttavia, nonostante questi strumenti legislativi, l’applicazione delle normative rimane spesso incompleta o disomogenea. Molti edifici storici e infrastrutture datate non sono ancora stati adeguati, rendendo l’accessibilità un diritto non sempre garantito.

Soluzioni per il futuro

Per migliorare l’accessibilità nei luoghi pubblici, e in ottemperanza al Decreto Legislativo 222/23, è necessario adottare un approccio proattivo e innovativo. Alcune delle soluzioni più efficaci includono:

  • rampe e ascensori accessibili, essenziali per superare le barriere fisiche
  • trasporto pubblico inclusivo, con mezzi dotati di pedane, posti riservati e segnalazioni audio-visive
  • tecnologie assistive, come applicazioni mobili per segnalare percorsi accessibili e dispositivi per la comunicazione alternativa
  • percorsi tattili e segnaletica multisensoriale, per facilitare l’orientamento di persone con disabilità visive o cognitive

L’accessibilità non è solo una questione di infrastrutture, ma anche di cultura e sensibilizzazione. Promuovere una progettazione e un design inclusivo fin dalle prime fasi di realizzazione di edifici e spazi pubblici permette di costruire un ambiente utilizzabile da tutti senza necessità di adattamenti o modifiche specifiche, rappresentando quindi la soluzione più efficiente ed equa.

L’accessibilità nei luoghi pubblici è un tema che riguarda tutta la società, non solo le persone con disabilità. Una città accessibile è una città più vivibile per tutti, compresi anziani, genitori con passeggini e persone con difficoltà motorie temporanee. Sebbene siano stati fatti progressi significativi, molto resta ancora da fare per garantire che le norme esistenti vengano pienamente applicate e che l’accessibilità diventi una priorità concreta nelle politiche urbane.

L’eliminazione delle barriere architettoniche non deve essere vista come un mero adempimento normativo, ma un dovere morale verso una società più equa e inclusiva, un’opportunità per migliorare la qualità della vita di tutti i cittadini. Solo attraverso un impegno collettivo tra istituzioni, aziende e cittadini sarà possibile costruire un futuro in cui ogni persona possa muoversi liberamente e senza ostacoli.

Se vuoi scoprire soluzioni concrete per migliorare l’accessibilità nei tuoi spazi, visita il sito di Archimede Montascale e scopri le migliori soluzioni per abbattere le barriere architettoniche: www.archimedemontascale.it

sostegni caregiver familiari

Sostegni e vantaggi per caregiver familiari

Come introdotto nello scorso articolo, con la legge di bilancio 2018 è stata introdotta, nell’ordinamento italiano, una definizione per la figura di caregiver familiare.

Lo è «la persona che assiste e si prende cura del coniuge, dell’altra parte dell’unione civile tra persone dello stesso sesso o del convivente di fatto ai sensi della legge 20 maggio 2016, n. 76, di un familiare o di un affine entro il secondo grado, ovvero, nei soli casi indicati dall’articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, di un familiare entro il terzo grado che, a causa di malattia, infermità o disabilità, anche croniche o degenerative, non sia autosufficiente e in grado di prendersi cura di sé, sia riconosciuto invalido in quanto bisognoso di assistenza globale e continua di lunga durata ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, o sia titolare di indennità di accompagnamento ai sensi della legge 11 febbraio 1980, n. 18».

La stessa legge ha anche istituito un Fondo «per il sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver». Come ha recentemente dichiarato al Corriere Salute la ministra per le Pari opportunità e la famiglia, Elena Bonetti, il fondo è «finalizzato al finanziamento di un disegno di legge che dà finalmente un riconoscimento giuridico alla figura del caregiver. Di qui può e deve partire un cambiamento necessario nella sensibilità del Paese riguardo al caregiver e al suo ruolo cruciale nella cura della nostra comunità». Il ddl a cui fa riferimento la Ministra è stato promosso dalla senatrice Simona Nocerino, ed è attualmente in esame in commissione lavoro del Senato.

Il testo intende disciplinare questa figura all’interno dell’ordinamento affinché vengano ne pienamente riconosciuti diritti e attività. Ma come si intende farlo? Proviamo a scorrere gli articoli che risultano più interessanti.

Dal punto di vista previdenziale (art. 5), si garantiscono fino a tre anni di contributi figurativi riferiti al periodo di assistenza, equiparati a quelli da lavoro domestico, che vanno sommati eventualmente ai contributi già versati per altre attività lavorative. Dal punto di vista sociale, si opererà attraverso l’affiancamento o le sostituzioni temporanee di operatori socio-sanitari (art. 8) e il rilascio di una tessera identificativa per avere priorità nel disbrigo di pratiche amministrative a favore suo o dell’assistito (art.6).
Sul piano sanitario (sempre all’art. 6) verranno inseriti nuovi servizi, in particolare visite e prestazioni specialistiche a domicilio.
L’articolo 7 prevede che il caregiver lavoratore, per conciliare lavoro e attività di cura, abbia il diritto di rimodulare l’orario lavorativo, di scegliere la sede più vicina o la modalità agile.
Infine, sono offerte (art. 9) detrazioni fiscali al 50% per un massimo di 10.000€ annui per le spese legate all’assistenza.

Tutte misure che dovranno essere coperte dal Fondo istituito dalla legge 205/2017, stanziato nell’ultima manovra da 90 milioni di euro per i prossimi tre anni (2021, 2022 e 2023).

anziani e tecnologia

Anziani e tecnologia: quali vantaggi

Con la recente pandemia e le misure di restrizione adottate, la tecnologia è diventata sempre più presente nelle nostre vite, anche in quelle dei più anziani. Come forma d’intrattenimento, certo, ma anche come mezzo per mantenere un collegamento coi propri cari. Personal computer, tablet e smartphone sono diventati strumenti d’uso abituale e internet è entrato prepotentemente nelle routine quotidiane della popolazione tutta. La buona notizia è che l’utilizzo dei dispositivi informatici e la frequentazione di internet può avere dei vantaggi per la terza età: vediamoli assieme.

Innanzitutto, questi strumenti sono un ottimo strumento per combattere la solitudine. Le app di messaggistica, la condivisione di foto e video, lo scambio di email e persino i social hanno moltiplicato le possibilità di contatto con i propri cari e la propria cerchia di amici, anche lontani. Ridurre il senso di isolamento della popolazione anziana e l’incidenza della depressione è un obiettivo di salute che può essere raggiunto anche attraverso una migliore alfabetizzazione digitale, senza però dimenticare le occasioni di contatto e socializzazione dal vivo!

Internet, inoltre, è una grande finestra sul mondo, da cui le persone più anziane possono restare informate sul mondo che le circonda, leggendo giornali e riviste online, informandosi sulle iniziative a loro più vicine. Attraverso internet ci si può anche documentare sui propri interessi o scoprirne di nuovi, attraverso siti di informazione ed educazione, a partire da YouTube.

Sicuramente, la padronanza di internet consente anche una grande autonomia nella gestione di operazioni bancarie o burocratiche, ormai sempre più informatizzate: ogni banca offre ai propri clienti la possibilità di monitorare il proprio conto e i propri risparmi attraverso l’area clienti del proprio sito, e la pubblica amministrazione ormai da anni sta spingendo verso la cosiddetta transizione digitale, a partire dalla creazione dello SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale.

Da casa, attraverso la tecnologia, si può anche monitorare il proprio stato di salute: accedere a prestazioni sanitarie, visualizzare i referti delle visite mediche, pagare il ticket… Sono già molte le ASL che consentono di accedere a questi servizi attraverso lo SPID o la tessera sanitaria.

Oltre ai vantaggi pratici già citati, l’utilizzo del computer può portare anche dei miglioramenti dal punto di vista della salute: lo sviluppo di nuove competenze mantiene infatti allenato il proprio cervello, migliora le capacità cognitive e mnemoniche e sembra poter ridurre l’impatto del declino cognitivo di tipo lieve che colpisce quasi il 40% degli anziani sopra ai 70 anni.

Bisogna però stare attenti ai possibili rischi connessi all’utilizzo di internet: truffe, malware e virus informatici possono colpire chiunque ed è per questo importante imparare a distinguere i siti affidabili da quelli a rischio. Un altro rischio è quello dell’assorbimento: quando si diventa appassionati si rischia di focalizzarsi in maniera esclusiva, togliendo tempo alla vita nel mondo reale e alle relazioni. è altresì utile sottolineare l’importanza di affiancare all’utilizzo di dispositivi quali PC, tablet e smartphone un po’ di movimento fisico: la ginnastica per il cervello è sicuramente più efficace se abbinata al moto.

Abbiamo visto che dispositivi quali PC, tablet e smartphone sono degli alleati che permettono di vivere una vita piena anche in tarda età, se utilizzati consapevolmente: ben venga dunque il loro utilizzo!

CUDE, Contrassegno Unificato Disabili Europeo: in arrivo un nuovo registro

Il contrassegno disabili è un utile strumento che serve a migliorare l’altrimenti difficile circolazione e sosta delle persone con disabilità alla guida che vogliano muoversi in macchina e può essere  richiesto ai sensi del Codice della Strada al comune di residenza. Negli ultimi giorni ci sono state importanti novità in merito all’adozione del CUDE, Contrassegno Unificato Disabili Europeo: vediamo assieme quali.

Il contrassegno europeo è stato introdotto dalla raccomandazione del Consiglio dell’Unione Europea n° 98/376/CE del 4 giugno 1998. La ratifica parlamentare italiana, tuttavia, è stata a lungo bloccata a causa dell’articolo 74 del Codice della Privacy (L. 196/03), che vieta l’esposizione di simboli o diciture.

Dal 15 settembre 2012, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 203 del 31 agosto 2012 del Decreto del Presidente della Repubblica n.151 del 30 luglio 2012, è entrato in vigore in Italia il nuovo contrassegno di parcheggio per disabili europeo, di cui è possibile far richiesta nel proprio comune di residenza.

Lo scorso 26 maggio la ministra per le disabilità Erika Stefani ha annunciato su Facebook: «stiamo lavorando per il registro del CUDE, una piattaforma nazionale informatica che consentirà finalmente di uniformare i permessi di circolazione dei titolari di contrassegno unificato disabili europeo, rendendo interoperabili le banche dati comunali».

Proprio questo 3 giugno 2021, in Conferenza unificata era all’ordine del giorno la discussione sull’intesa sullo schema di decreto recante le procedure per l’istituzione della piattaforma unica nazionale informatica per il rilascio del Contrassegno Unificato Disabili Europeo (CUDE), decreto proposto dal Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, e sviluppato in collaborazione col Ministro dell’economia e delle finanze e il Ministro dell’interno.

L’intesa è stata alfine raggiunta. «Sono molto felice che la Conferenza unificata abbia raggiunto oggi l’intesa sul Registro CUDE: un progetto ampiamente atteso che oggi si avvia a compimento. Grazie a una nuova piattaforma informatica le persone con disabilità potranno circolare in tutte le città italiane, e relative ztl, con il proprio contrassegno. Semplificare, digitalizzare e ridurre prassi inutili: anche così si migliora la qualità della vita, si tutelano i diritti e si realizza una effettiva inclusione»: questa la dichiarazione della Ministra per le disabilità.

tre anziani

Anziani e movimento: qualche consiglio

Col ritorno della bella stagione, la voglia di uscire per fare una passeggiata aumenta: ecco dunque qualche consiglio per fare movimento in sicurezza, anche in età avanzata!

L’attività fisica, se praticata regolarmente, è uno dei modi più sicuri per migliorare il proprio stato di salute e allungare l’aspettativa di vita. Questo accade perché l’allenamento fisico aiuta a mantenere un buon equilibrio di salute del corpo e dei suoi sistemi, a rallentare il fisiologico processo di invecchiamento e a migliorare il tono dell’umore. Inoltre, l’attività fisica aiuta a preservare l’indipendenza funzionale in età avanzata e permette di mantenere una buona qualità di vita.

Il processo di invecchiamento comporta una graduale diminuzione delle capacità funzionali dei vari organi e un progressivo aumento delle malattie croniche, e la velocità del progresso di questo processo viene legata solitamente a tre fattori principali: la componente genetica, lo stile di vita e i fattori psicologici. Mentre sulla componente genetica non è possibile agire, sui fattori esterni e psicologici è invece raccomandabile lavorare, modificando dei comportamenti allo scopo di rallentare il processo di invecchiamento.

L’attività fisica, da sola, è in grado di diminuire il rischio di mortalità per qualsiasi malattia: in particolare, per gli anziani, può aiutare a ridurre il rischio di malattie coronariche, ictus, alcuni tipi di cancro e diabete. Attraverso il movimento si può prevenire l’osteoporosi post-menopausa e ridurre così il rischio di fratture osteoporotiche. Anche la funziona immunitaria generale è migliorata dall’esercizio fisico, così come la salute mentale: l’esercizio produce endorfine, che agiscono come antistress e ci fanno sentire più felici. Svolgerlo in compagnia, poi, aiuta a combattere la depressione e l’isolamento.

Ma come muoversi in sicurezza? Innanzitutto, è fondamentale parlare col proprio medico per valutare il proprio livello di forma fisica e le proprie condizioni di salute che potrebbero influire sulla capacità di svolgere un’attività fisica regolare in condizioni di sicurezza.

Esercizio aerobico, rafforzamento muscolare e allenamento della flessibilità e dell’equilibrio: ecco un buon programma per impostare un allenamento leggero ma regolare. L’attività aerobica si riferisce ad esercizi che richiedono l’apporto di ossigeno verso i muscoli e che allenano cuore e polmoni: occupazioni quali camminate, giri in bicicletta, nuoto sono ottimi esempi di questo tipo di allenamento, così come l’utilizzo di tapis roulant o cyclette. L’allenamento di forza si può portare avanti tramite attività a corpo libero, fasce elastiche o pesi leggeri e alcuni esercizi di yoga. Importante è poi allenare la flessibilità di tutte le fasce muscolari, allungandoli dopo l’attività fisica, e l’equilibrio: questi esercizi si sono rivelati efficaci nella prevenzione delle cadute nelle persone anziane.

Anche l’Oms, a partire dai primi anni del 2000, ha tracciato una strategia di promozione della salute e valorizzazione della persona ultra64enne: è indicata come «Active ageing», dove con questa espressione si intende una concezione dell’invecchiamento volta a promuovere il mantenimento delle capacità fisiche, intellettive, lavorative e sociali dell’anziano, visto come una risorsa per la società e non solo come portatore di bisogni.

Una bella passeggiata all’aperto in compagnia di amiche e amici, alcuni esercizi di allungamento e dei passi di danza: ecco un bel programma possibile per questi pomeriggi estivi, facendo attenzione a mantenere un adeguato livello di idratazione e a non esagerare con l’esposizione al sole e al calore. Buona salute a tutte e tutti!

Caregiver: agevolazioni e fondi regionali

Come abbiamo visto in un altro articolo, la legge di Bilancio 2019 ha previsto l’istituzione di un Fondo «per il sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver», per il quale però non sono ancora stati emanati i decreti attuativi. Esistono però delle altre possibilità di avere agevolazioni, in particolare attraverso dei fondi regionali: vediamo come è possibile attingervi. Qui un’utile guida dell’INAIL sull’argomento.

Già la legge 104/1992 prevedeva tre permessi mensili retribuiti in favore del familiare che assiste un disabile riconosciuto ai sensi dell’art. 3 comma 3 della legge 104/1992, a patto che questi non sia ricoverato a tempo pieno.

Nell’art. 42, comma 5, del D.Lgs. 151 del 2001 è contenuta un’altra importante agevolazione: la possibilità di ottenere un congedo straordinario della durata massima di due anni nell’arco della vita lavorativa, anche frazionati nel tempo, indipendentemente dal numero di persone disabili assistite. In questo caso viene corrisposta un’indennità pari alla retribuzione percepita nell’ultimo mese di lavoro precedente il congedo.

I caregiver possono anche accedere all’Ape sociale, una particolare forma di anticipo pensionistico, vincolato però all’età (bisogna avere 63 anni) e all’anzianità contributiva versata o accreditata (almeno 30 anni di contributi).

In assenza di una normativa quadro statale, sono però le regioni a tutelare maggiormente i caregiver: la prima regione a prevedere queste tutele è stata l’Emilia Romagna, che dal 2014 si è dotata di una legge regionale (2/2014) che raccoglie le «Norme per il riconoscimento ed il sostegno del caregiver familiare (persona che presta volontariamente cura e assistenza)». Un’intera sezione del sito è dedicata alla figura del caregiver, con approfondimenti, norme e atti e link utili. Con la Legge regionale l’Emilia-Romagna «riconosce e valorizza la figura del caregiver familiare in quanto componente informale della rete di assistenza alla persona e risorsa del sistema integrato dei servizi sociali, socio-sanitari e sanitari», con l’intenzione di rendere più omogenee le risposte nei diversi territori, valorizzare l’apporto di queste figure e sostenerle nella loro vita anche attraverso un rapporto più strutturato con la rete dei servizi, l’associazionismo non profit e il volontariato. Anche Lombardia, Abruzzo, Campania, Lazio, Marche, Piemonte, Lombardia e Sardegna si stanno muovendo sulle orme dell’Emilia Romagna: sui siti web regionali si possono trovare le normative aggiornate e tutte le iniziative messe in campo fino ad oggi.

Paralimpiadi

Sport e disabilità: una breve panoramica storica

L’attività sportiva sta lentamente tornando alla normalità, seppur con qualche limitazione data dai protocolli in uso: dato che la possibilità di praticare uno sport è un diritto per tutte e tutti, persone diversamente abili comprese, proviamo a fare una panoramica sulla storia di questa pratica sportiva.

Ludwig Guttman, neurologo, viene considerato il padre fondatore del movimento sportivo delle persone con disabilità: fu il primo medico che decise di promuovere lo sport come metodo principale di terapia. Nel 1944 venne nominato direttore del Centro Nazionale di ricerca sulle lesioni del midollo spinale dell’ospedale di Stoke Mandeville, cittadina nel cuore dell’Inghilterra: qui, visti gli ottimi risultati derivati dalla pratica sportiva, decise di organizzare i cosiddetti “Giochi di Stoke Mandeville”. Inaugurati nel 1948, i Giochi destarono un interesse crescente anche nei dirigenti del movimento olimpico, che tributarono al dottor Guttman, nel 1956, la Coppa Feanley, un premio dedicato a chi si distingueva per meriti eccezionali nell’espansione degli ideali olimpici.

Anche in Italia, dopo la Seconda Guerra Mondiale, si sviluppò il concetto di sport come terapia per i neurolesi: autore di questa rivoluzione fu Antonio Maglio, dottore in medicina e chirurgia, nominato nel 1957 Primario del Centro paraplegici di Ostia “Villa Marina”, luogo che divenne preso un punto di riferimento analogo all’ospedale inglese dove operava Guttman.

Nel 1960, a Roma, dalle volontà congiunte di Guttman e Maglio, nascono le Paralimpiadi, altrimenti dette giochi paralimpici: in Italia bisognerà però attendere il 2003 perché veda la luce la legge istitutiva del Comitato Italiano Paralimpico (legge n°189 del 15 luglio 2003) ed il 2004 per il successivo decreto di attuazione (Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri dell’8 aprile 2004). Queste norme riconoscono pienamente la valenza sociale dell’organismo, che mira a garantire il diritto allo sport in tutte le sue espressioni «promuovendo la massima diffusione della pratica sportiva per disabili in ogni fascia di età e di popolazione», affinché ciascun disabile abbia l’opportunità di migliorare il proprio benessere e di trovare una giusta dimensione nel vivere civile proprio attraverso lo sport quale strumento di recupero, di crescita culturale e fisica nonché di educazione dell’individuo disabile e non.

Il prossimo appuntamento con le Paralimpiadi è quello di Tokyo: previste per il 2020, sono state spostate alla fine dell’estate 2021, dal 24 agosto al 5 settembre, a causa della pandemia da Coronavirus che ha scosso il mondo. 4.400 atleti per 537 eventi medaglia: ad ognuno la specialità per cui fare il tifo!

agevolazioni fiscali disabili

Agevolazioni fiscali: valgono anche per chi è in affitto?

Il 2021 sembra un anno perfetto per quanti vogliano realizzare un montascale nella propria abitazione, viste le numerose agevolazioni fiscali disponibili. La buona notizia, per chi ha un contratto di locazione (affitto), è che queste agevolazioni sono disponibili anche per questa tipologia di clienti.

L’installazione di un impianto per abbattere le barriere architettoniche all’interno di una casa o di un appartamento in affitto è sempre consentita, anche senza il consenso del locatore, a patto che, alla conclusione del contratto, il conduttore (ossia l’affittuario) restituisca la «cosa locata» (nel nostro caso, l’appartamento o la casa) «nello stato medesimo in cui l’ha ricevuta» (art. 1590 del Codice Civile), eventualmente rimuovendo eventuali aggiunte senza che questo provochi danno all’appartamento (art. 1593 C.C.). Questo significa che, salvo stabilito diversamente, le spese per la realizzazione delle modifiche sono a carico dell’affittuario, che dovrà rimuovere tali interventi allo scadere del contratto di locazione.

In caso il conduttore voglia apportare dei miglioramenti, però, può richiederne il consenso al locatore (colui o colei che affitta l’immobile): in caso questo venga accordato, il locatore deve pagare «un’indennità corrispondente alla minor somma tra l’importo della spesa e il valore del risultato utile al tempo della riconsegna» (art. 1592 C.C.).

Chi è in affitto può dunque accedere alla detrazione IRPEF del 50% per installare un montascale a poltroncina, essendo una detrazione riservata a persone fisiche.

Un altro contributo in denaro per cui si può fare richiesta è quello previsto dalla Legge 13/89, che riguarda interventi per favorire il superamento e l’abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici privati. In questo caso, per richiedere il contributo, è richiesto un atto che provi l’assenso del locatario all’intervento.

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Disabilità e vaccinazioni: il punto della situazione

Il Generale Figliuolo, commissario straordinario per l’emergenza Covid, ha firmato settimana scorsa una nuova ordinanza, la n. 8/2021, che disciplina la prenotazione delle vaccinazioni per le persone con disabilità e i loro caregiver nelle varie regioni.

La vaccinazione dei soggetti più anziani procede speditamente: gli over 80 sono infatti in testa alla classifica del numero dei vaccini somministrati per categoria. Al secondo posto sono i Soggetti Fragili e Caregiver, su cui si è focalizzata l’attenzione del Commissario: l’ordinanza appena uscita, infatti, prevede che le Regioni e le Province Autonome debbano provvedere «con immediatezza» ad attivare un portale pubblico telematico di prenotazione della seduta vaccinale «dedicato alle persone con disabilità grave ai sensi dell’art. 3, comma 3, della legge 104/1992 e ai familiari conviventi, assistenti (caregiver), genitori/tutori/affidatari» (art. 1). A questo andrà affiancato un servizio di assistenza telefonica alla prenotazione, complementare al portale.

Il sistema di prenotazione sarà accessibile tramite il Codice fiscale e il numero di Tessera Sanitaria della persona con disabilità grave, e permetterà di prenotare la seduta vaccinale per sé e per i familiari conviventi, per i genitori, tutori o affidatari e due assistenti (caregiver): il numero dei caregiver potrebbe essere esteso in situazioni specifiche, che verranno valutate singolarmente.

Questo servizio sarà utile anche a soggetti non vaccinabili per controindicazioni sanitarie o perché minori (che non abbiano, per esempio, vaccini indicati per la loro fascia di età): a questi sarà comunque garantito l’accesso per poter prenotare la vaccinazione per familiari conviventi, genitori, tutori o affidatari e caregiver.

Il secondo articolo dell’ordinanza riguarda le persone disabili impossibilitate a recarsi presso le sedi vaccinali: anche per loro e per i familiari conviventi e caregiver è prevista la possibilità di ricevere la vaccinazione, attraverso speciali team vaccinali inviati a domicilio.