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Bonus barriere architettoniche 2026

Bonus barriere architettoniche 2026: la guida completa

Benvenuti in questa guida aggiornata sul Bonus barriere architettoniche 2026. Se state leggendo queste righe, probabilmente state cercando un modo per rendere la vostra casa, o quella di un vostro caro, più accessibile e sicura. Sappiamo bene che la scelta di installare un montascale non è solo una questione tecnica o economica: è un passo verso la riconquista della propria indipendenza e della gioia di vivere ogni angolo della propria abitazione senza timori.

Il 2026 segna un punto di svolta importante per quanto riguarda le agevolazioni fiscali in Italia. Molti di voi avranno sentito parlare della fine di alcuni bonus “famosi”, ed è vero: il panorama è cambiato. Tuttavia, non lasciatevi scoraggiare dalle notizie frammentarie. Nonostante la chiusura di alcune misure straordinarie, muoversi liberamente in casa rimane un diritto supportato dallo Stato e dalle Regioni.

In questo articolo esploreremo insieme come navigare tra le nuove regole del 2026. Vedremo come, unendo saggiamente diverse agevolazioni, sia ancora possibile abbattere drasticamente i costi, arrivando in certi casi a risparmiare oltre il 70% della spesa totale. Il nostro obiettivo è darvi chiarezza, serenità e strumenti pratici per fare la scelta migliore per la vostra famiglia.

Bonus barriere architettoniche 2026: cosa è cambiato per i montascale

Per capire come muoversi oggi, dobbiamo fare un breve salto indietro. Fino al 31 dicembre 2025, è stato possibile usufruire del celebre Bonus Barriere Architettoniche al 75%. Questa misura, nata come straordinaria nel 2022, ha permesso a migliaia di famiglie di installare un montascale con un recupero fiscale molto vantaggioso.

Dal 1° gennaio 2026, la situazione è ufficialmente mutata. La Legge di Bilancio 2026 (L. 30 dicembre 2025, n. 199) non ha previsto proroghe per l’aliquota al 75%. Questo significa che per i lavori pagati a partire da quest’anno, quella specifica agevolazione non è più attivabile.

È fondamentale comprendere il cosiddetto “principio di cassa”: non conta quando avete iniziato a pensare al lavoro o quando avete firmato il preventivo, ma conta quando effettivamente effettuate i pagamenti. Se il bonifico parte nel 2026, rientrerete nei nuovi regimi ordinari che descriveremo tra poco. Sebbene possa sembrare una notizia negativa, il 2026 resta un anno preferibile rispetto al 2027 o 2028, anni in cui è già previsto un ulteriore calo degli incentivi.

Perché il 2026 è l’anno della pianificazione strategica

Nonostante la fine del bonus al 75%, il 2026 è considerato un anno di “transizione protetta”. Le aliquote per la ristrutturazione edilizia e l’abbattimento delle barriere sono ancora significativamente più alte di quelle che vedremo nel prossimo futuro.

Affidarsi a una guida esperta oggi significa non perdere l’ultima finestra di opportunità per ottenere detrazioni al 50% sulla prima casa. Vediamo nel dettaglio quali sono le fondamenta su cui costruire il vostro risparmio quest’anno.

Bonus barriere architettoniche 2026: la nuova colonna portante per l’accessibilità

L’agevolazione principale a cui fare riferimento oggi per l’installazione di un montascale è il Bonus Ristrutturazioni, noto anche come Bonus Casa. Questa misura è stata stabilizzata, ma con percentuali che variano a seconda della tipologia di immobile.

Detrazione al 50% per l’abitazione principale

Se state installando un impianto nella casa dove risiedete abitualmente (la vostra prima casa), la detrazione prevista è del 50%. Questo incentivo è rivolto ai proprietari, ma anche ai titolari di diritti reali (come l’usufrutto) o agli inquilini con regolare contratto di affitto.

Il limite massimo di spesa su cui calcolare il bonus è di 96.000 euro per unità immobiliare. Si tratta di un massimale molto capiente che copre ampiamente non solo l’acquisto del montascale, ma anche eventuali opere murarie o elettriche necessarie all’installazione.

Detrazione al 36% per le seconde case

Per chi desidera rendere accessibile una casa al mare, in montagna o semplicemente un immobile di proprietà non adibito a residenza principale, l’aliquota scende al 36%. Anche in questo caso, il tetto di spesa rimane fissato a 96.000 euro, permettendo comunque un recupero importante nel tempo.

Come avviene il recupero del denaro

A differenza del passato, dove lo sconto in fattura era la norma, nel 2026 il recupero avviene quasi esclusivamente tramite la dichiarazione dei redditi. La detrazione (che sia del 50% o del 36%) viene ripartita in 10 quote annuali di pari importo.

Esempio pratico: Se spendete 10.000 euro per un montascale sulla vostra prima casa, avrete diritto a una detrazione totale di 5.000 euro. Riceverete quindi 500 euro di “sconto” sulle tasse ogni anno per dieci anni.

È importante ricordare che per accedere a questo bonus non è obbligatorio possedere un certificato di disabilità. L’intervento è considerato agevolabile perché migliora oggettivamente l’accessibilità dell’edificio, a patto che rispetti le norme tecniche vigenti.

IVA agevolata al 4%: il risparmio immediato che non scade mai

Mentre le detrazioni IRPEF cambiano e “degradano” nel tempo, esiste un’agevolazione che rimane una certezza assoluta: l’IVA al 4%.

Normalmente, l’acquisto di beni e servizi in Italia prevede un’IVA al 22%. Tuttavia, per i dispositivi destinati all’abbattimento delle barriere architettoniche come i montascale, i servoscala e le piattaforme elevatrici, l’IVA è permanentemente ridotta al 4%.

Un vantaggio oggettivo per tutti

Questo è un punto fondamentale che spesso genera confusione: non è necessario avere una certificazione di invalidità o la Legge 104 per usufruire dell’IVA al 4% sull’acquisto di un montascale.

L’agevolazione è legata al prodotto stesso e alla sua funzione. Se l’impianto è conforme alle specifiche tecniche del D.M. 236/1989 (che vedremo più avanti), il fornitore applicherà direttamente l’aliquota ridotta in fattura. Questo si traduce in un risparmio immediato di circa il 18% rispetto al prezzo di listino lordo che paghereste per un prodotto non agevolato.

La strategia della “Tripla Combinazione”: come superare il 70% di risparmio

Molti si chiedono: “Se il bonus 75% è finito, come posso ancora risparmiare così tanto?”. La risposta risiede nella cumulabilità. Nel 2026, la vera forza non sta in un unico grande bonus, ma nella capacità di sommare diversi strumenti messi a disposizione dallo Stato, dalle Regioni e dai Comuni.

Combinando correttamente le voci, possiamo costruire quello che noi chiamiamo il “piano di risparmio integrato”.

1. Il risparmio immediato dell’IVA

Come abbiamo visto, partiamo con un vantaggio del 18% circa (la differenza tra IVA al 22% e al 4%). Questo è denaro che rimane subito nel vostro portafoglio.

2. Il contributo a fondo perduto della Legge 13/89

Questa legge storica prevede l’erogazione di contributi statali per l’eliminazione delle barriere in edifici costruiti prima dell’11 agosto 1989. Il contributo funziona a scaglioni:

  • Copre il 100% della spesa fino a 2.582,28 euro.
  • Aggiunge il 25% sulla parte eccedente fino a 12.911,42 euro.
  • Aggiunge un ulteriore 5% per spese ancora superiori.

In media, per un montascale standard, si può ottenere un contributo che oscilla tra i 2.800 e i 4.000 euro.

3. La detrazione fiscale sulla spesa residua

Il fisco permette di applicare il Bonus Ristrutturazioni (50% o 36%) sulla cifra che rimane dopo aver sottratto il contributo ricevuto dalla Legge 13/89.

Simulazione di calcolo:

Immaginiamo una spesa totale di 12.000 euro (IVA 4% inclusa).

  1. Ricevete un contributo Legge 13/89 di circa 3.000 euro.
  2. La spesa residua è di 9.000 euro.
  3. Su questi 9.000 euro applicate la detrazione al 50%: recuperate altri 4.500 euro.Totale recuperato: 7.500 euro su 12.000 (ovvero il 62,5%). Se aggiungiamo il risparmio iniziale dell’IVA, l’abbattimento dei costi reali si avvicina e talvolta supera la soglia del 70%.

Agevolazioni per disabilità grave: l’opzione IRPEF al 19%

Per le famiglie che convivono con una situazione di handicap grave, certificata ai sensi dell’Articolo 3, comma 3 della Legge 104/92, esiste una strada alternativa molto interessante.

Invece di optare per il Bonus Ristrutturazioni spalmato in 10 anni, è possibile detrarre il 19% dell’intera spesa in un’unica soluzione, ovvero nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo all’acquisto.

Quando conviene la detrazione al 19%?

Questa scelta è puramente strategica e dipende dalla vostra “capienza fiscale”. Se avete pagato molte tasse e volete recuperare una cifra importante subito, senza aspettare un decennio, questa è la soluzione ideale.

Tuttavia, bisogna fare attenzione: non si possono cumulare il Bonus 50% e la Detrazione 19% sulla stessa identica spesa. Dovrete scegliere quella che meglio si adatta alle vostre esigenze finanziarie immediate. Anche questa misura è cumulabile con l’IVA al 4% e i contributi della Legge 13/89.

I contributi regionali: un aiuto in più sul territorio

Oltre alle misure nazionali del Bonus barriere architettoniche 2026, alcune Regioni italiane sono particolarmente attive nel sostenere la mobilità domestica. Nel 2026, la mappa degli aiuti locali presenta alcune eccellenze che vale la pena conoscere.

Toscana: il modello di riferimento

La Regione Toscana, attraverso la Legge Regionale 47/91, offre contributi molto generosi. Per l’acquisto di attrezzature come i montascale, è possibile ricevere un rimborso che arriva fino al 50% della spesa effettiva, con un tetto massimo di 10.000 euro.

Per chi vive in Toscana, combinare questo fondo regionale con l’IVA agevolata e le detrazioni nazionali significa rendere l’installazione di un impianto quasi interamente coperta da incentivi.

Emilia-Romagna e la graduatoria ISEE

In Emilia-Romagna, l’erogazione dei fondi per l’abbattimento delle barriere è fortemente legata al valore ISEE del nucleo familiare. Più basso è l’indicatore della situazione economica, più alta è la probabilità di salire in graduatoria e ricevere il contributo statale/regionale in tempi brevi.

Liguria e Umbria: tra bandi e domiciliarietà

La Liguria richiede solitamente un’invalidità minima del 67% e un ISEE non superiore a 30.000 euro. È importante verificare presso il proprio Comune se i fondi sono attualmente disponibili, poiché nel biennio 2025/2026 sono state segnalate alcune sospensioni temporanee per rifinanziamento dei capitoli di spesa.

L’Umbria, invece, si distingue per progetti come “Umbria per tutti”, che oltre al contributo per l’acquisto del montascale, offre sostegni mensili per garantire che la persona con disabilità possa continuare a vivere serenamente nella propria casa (domiciliarità).

Requisiti tecnici obbligatori per non perdere i bonus

Perché un montascale possa beneficiare di tutte le agevolazioni che abbiamo descritto, non basta che sia “bello” o “funzionale”. Deve rispondere a precisi requisiti di legge dettati dal D.M. 236/1989.

Queste norme sono state scritte per garantire la vostra sicurezza e la reale efficacia dell’abbattimento della barriera architettonica. Ecco i punti principali:

  • Sistemi di sicurezza: L’impianto deve essere dotato di sensori antischiacciamento e antiurto che bloccano il movimento in presenza di ostacoli lungo la scala.
  • Comandi: Devono essere semplici, intuitivi e posizionati in modo da essere raggiungibili anche da chi ha ridotta mobilità manuale.
  • Asseverazione tecnica: Al termine dell’installazione, un tecnico abilitato (spesso fornito dall’azienda produttrice) deve rilasciare un certificato che attesta la conformità dell’opera alle norme. Senza questo documento, il diritto alle detrazioni fiscali decade.

Noi di Muoversi Liberi sottolineiamo sempre questo aspetto: la sicurezza non è un optional, ma la base stessa del vostro diritto a muovervi liberi.

Come richiedere i contributi: una guida passo-passo

La burocrazia può spaventare, ma seguendo l’ordine corretto, il processo diventa molto più lineare. Ecco i passaggi fondamentali da compiere nel 2026.

1. La domanda preventiva al Comune

Se intendete richiedere i contributi della Legge 13/89, dovete presentare la domanda presso il vostro Comune di residenza prima dell’inizio dei lavori. La scadenza annuale è fissata al 1° marzo. Se presentate la domanda dopo questa data, essa verrà slittata alla graduatoria dell’anno successivo.

2. Il bonifico parlante

Per quanto riguarda le detrazioni fiscali (50%, 36% o 19%), il pagamento deve avvenire obbligatoriamente tramite “bonifico bancario o postale parlante”. Nella causale devono essere indicati chiaramente:

  • Il riferimento normativo dell’agevolazione (es: Art. 16-bis DPR 917/1986).
  • Il codice fiscale del beneficiario della detrazione.
  • La partita IVA o il codice fiscale della ditta che esegue i lavori.

3. Conservazione dei documenti

Tenete sempre a portata di mano: fatture, ricevute dei bonifici, asseverazione tecnica e, se necessaria, la certificazione medica o di invalidità. Questi documenti dovranno essere consegnati al vostro CAF o commercialista in sede di dichiarazione dei redditi.

Uno sguardo al futuro: cosa succederà nel 2027 e 2028?

È nostro dovere di “guide sagge” avvertirvi che il 2026 rappresenta probabilmente l’ultimo anno di relativa abbondanza per quanto riguarda i bonus edilizi. È già stato previsto un piano di riduzione progressiva (il cosiddetto “decalage”):

  • Dal 1° gennaio 2027: La detrazione per la prima casa scenderà dal 50% al 36%. Le seconde case vedranno l’aliquota calare al 30%.
  • Dal 2028: È prevista una riduzione dei massimali di spesa, che passeranno dagli attuali 96.000 euro a soli 48.000 euro.

Questo significa che chi sceglie di installare un montascale nel 2026 gode di un vantaggio economico decisamente superiore rispetto a chi aspetterà l’anno prossimo o quello successivo. Agire ora non è solo una scelta di benessere, ma anche una decisione finanziaria lungimirante.

Oltre il risparmio: il valore della libertà in casa

Fino a qui abbiamo parlato di numeri, leggi e percentuali. Ma permetteteci di tornare al cuore della missione di Muoversi Liberi. Un montascale non è solo un insieme di metallo, motori e poltroncine. È la possibilità di tornare a dormire nella propria camera al piano superiore. È il piacere di poter scendere in giardino a curare i fiori senza dipendere da nessuno. È la tranquillità per i figli e i nipoti, sapendo che i propri cari sono al sicuro dalle cadute.

Scegliere un montascale oggi significa investire nella qualità della vita. Spesso sentiamo storie di persone che hanno rimandato l’acquisto per anni, per poi dirci: “Perché non l’ho fatto prima?”. La nostra identità è quella di supportarvi in questo passaggio, umanizzando un settore che a volte sembra troppo freddo e tecnico.

Domande frequenti sulle agevolazioni 2026

Posso avere lo sconto in fattura per il montascale nel 2026?

Nella quasi totalità dei casi, no. Lo sconto in fattura e la cessione del credito sono stati drasticamente limitati. Il recupero oggi avviene tramite detrazione decennale o annuale (per la legge 104) nelle tasse.

Serve la Legge 104 per l’IVA al 4%?

No, come specificato, l’IVA agevolata è garantita dalla natura stessa del montascale come ausilio per il superamento delle barriere architettoniche.

Cosa succede se il mio condominio non vuole l’ascensore?

L’installazione di un montascale sulle scale condominiali è un diritto tutelato. Se l’assemblea rifiuta di partecipare alle spese, potete procedere a vostre spese, a patto di non alterare la fruibilità delle scale per gli altri condomini. Le agevolazioni rimangono valide per chi sostiene la spesa.

I contributi a fondo perduto arrivano subito?

I tempi della Legge 13/89 dipendono dal trasferimento di fondi dallo Stato alle Regioni e infine ai Comuni. Possono volerci diversi mesi o anche più di un anno, ma il diritto al contributo rimane acquisito una volta presentata correttamente la domanda.

La vostra libertà non ha prezzo

Abbiamo visto che, nonostante la fine Bonus barriere architettoniche al 75%, il 2026 offre ancora moltissime opportunità per rendere la propria casa un luogo senza barriere. La combinazione di IVA al 4%, detrazione al 50% e contributi locali permette di affrontare l’investimento con serenità, sapendo che una gran parte della spesa tornerà nelle vostre tasche.

Il nostro consiglio è quello di non lasciar passare troppo tempo. Le aliquote sono destinate a scendere e la vostra sicurezza quotidiana merita di essere messa al primo posto. Ricordate: muoversi liberi non è un lusso, è un diritto che va esercitato con consapevolezza e supporto professionale.

Speriamo che questa guida vi abbia dato la chiarezza necessaria per affrontare i prossimi passi. Siamo al vostro fianco per trasformare le scale da ostacolo a semplice dettaglio del vostro paesaggio domestico.

bonus assistenza anziani

Bonus assistenza anziani: diritti, aiuti e novità 2025

Prendersi cura di un genitore anziano o di un familiare con disabilità è un gesto d’amore profondo, ma è anche un impegno che richiede tempo, energie e risorse economiche. Spesso ci si sente soli di fronte a un labirinto burocratico, chiedendosi se esistano aiuti concreti per alleviare il carico quotidiano. La risposta è sì, ma è articolata. Non esiste un unico “bonus” magico, bensì un ecosistema di agevolazioni che, se conosciute, possono fare la differenza nel bilancio familiare e nella qualità della vita.

Abbiamo già scritto al riguardo nel precedente articolo ma in questo, esploreremo nel dettaglio qual è il bonus principale per il 2025 e quali sono tutte le misure collaterali pensate per gli anziani e per chi li assiste. L’obiettivo di Muoversi Liberi è fornirti una mappa chiara per orientarti tra le nuove normative, i requisiti INPS e le opportunità fiscali, garantendo a te e ai tuoi cari il diritto a una vita serena e dignitosa.

Quando parliamo di sostegno alla non autosufficienza, dobbiamo distinguere tra diverse tipologie di aiuto. La legislazione italiana prevede contributi diretti alla persona anziana, indennità per l’accompagnamento e specifiche tutele per il caregiver familiare (colui che assiste).

La grande novità di quest’anno è la cosiddetta “Prestazione Universale”, spesso cercata in rete come il nuovo bonus anziani, che si affianca alle misure storiche come la Legge 104. Tuttavia, è fondamentale capire che ogni misura ha requisiti specifici legati all’età, al reddito (ISEE) e al grado di disabilità. Nelle prossime sezioni analizzeremo ogni voce, passo dopo passo, per aiutarti a capire cosa puoi richiedere oggi stesso.

La novità dell’anno: prestazione universale per anziani non autosufficienti

Dal 1° gennaio 2025 è entrata in vigore una misura sperimentale molto attesa, introdotta dal decreto attuativo della legge delega sulla non autosufficienza. Si tratta di un sostegno economico potenziato pensato per gli ultraottantenni in condizioni di gravissimo bisogno assistenziale.

Come funziona il nuovo bonus anziani 2025

Questa misura non sostituisce l’indennità di accompagnamento, ma la integra. Il beneficio economico totale può arrivare fino a circa 1.380 euro mensili. La cifra è composta da due parti distinte:

  1. Quota fissa: l’indennità di accompagnamento classica (che per il 2025 è pari a 542,02 euro).
  2. Quota integrativa (Assegno di Assistenza): un importo aggiuntivo di 850 euro.

È importante notare che, mentre la prima quota è spendibile liberamente, gli 850 euro aggiuntivi hanno un vincolo di destinazione preciso: devono essere utilizzati per “comprare” servizi di cura. Questo significa che servono a pagare regolarmente badanti o imprese di servizi di assistenza domiciliare.

I requisiti stringenti per l’accesso

Non tutti gli anziani possono accedere a questa integrazione di 850 euro. Il legislatore ha posto dei paletti molto stretti per indirizzare le risorse verso le situazioni di maggiore fragilità economica e fisica. Per fare domanda è necessario:

  • avere compiuto almeno 80 anni di età;
  • essere già titolari dell’indennità di accompagnamento;
  • avere un ISEE socio-sanitario non superiore a 6.000 euro;
  • avere un riconoscimento di “bisogno assistenziale gravissimo” certificato dall’INPS.

Se il tuo familiare rientra in questa casistica, la domanda può essere presentata telematicamente all’INPS o tramite patronato. Ricorda che i fondi sono limitati (250 milioni di euro l’anno per il biennio 2025-2026), quindi è consigliabile attivarsi tempestivamente se si possiedono i requisiti.

L’indennità di accompagnamento: il pilastro dell’assistenza

Al di là delle nuove sperimentazioni, il vero pilastro del welfare per gli anziani non autosufficienti resta l’indennità di accompagnamento. A differenza del nuovo bonus sperimentale, questa misura non dipende dal reddito: spetta a tutti, ricchi e poveri, purché sussistano le condizioni sanitarie.

Chi ha diritto all’accompagnamento

Per ottenere questo assegno mensile (542,02 euro per il 2025, esenti da tasse), la commissione medica deve accertare che la persona:

  • sia invalida totale (100%);
  • non sia in grado di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore;
  • oppure, non sia in grado di compiere gli atti quotidiani della vita (lavarsi, vestirsi, mangiare) senza assistenza continua.

Questo contributo è fondamentale perché permette alle famiglie di avere una liquidità mensile fissa per coprire parte delle spese, dall’acquisto di farmaci al pagamento di un aiuto domestico, o semplicemente per compensare il tempo che il familiare dedica alla cura.

Bonus caregiver familiare: cosa cambia quest’anno

Molti utenti ci scrivono chiedendo: “Esiste uno stipendio per me che curo mia madre a tempo pieno?”. La risposta è complessa. La figura del caregiver familiare sta ricevendo sempre più attenzione, ma siamo ancora in una fase di transizione normativa.

Il fondo per il sostegno del ruolo di cura

Il “bonus caregiver” non è un assegno universale erogato dall’INPS a chiunque assista un parente. Si tratta piuttosto di risorse che lo Stato trasferisce alle Regioni, le quali poi decidono come distribuirle. Generalmente, nel 2025, i contributi sono gestiti tramite bandi comunali o degli ambiti territoriali sociali.

Le forme di aiuto possono variare:

  • Contributi economici diretti: assegni di cura mensili (spesso tra i 300 e i 500 euro) per chi assiste familiari con disabilità gravissima.
  • Voucher servizi: buoni per pagare OSS o assistenti familiari per qualche ora, dando sollievo al parente che assiste.

Per accedere a questi fondi è quasi sempre necessario presentare l’ISEE e dimostrare di convivere con la persona assistita. Il consiglio di Muoversi Liberi è di recarsi all’ufficio servizi sociali del proprio Comune o consultare il sito della propria Regione per verificare i bandi attivi.

Il disegno di legge in arrivo

C’è una luce all’orizzonte per il futuro. È in discussione un disegno di legge che punta a riconoscere formalmente la figura del caregiver, prevedendo tutele crescenti in base all’impegno (ad esempio, distinguendo tra chi convive e assiste h24 e chi presta assistenza occasionale). Se approvata, questa norma potrebbe introdurre dal 2027 contributi trimestrali strutturali, ma per ora bisogna affidarsi alle misure esistenti.

Agevolazioni fiscali: recuperare le spese nel 730

Spesso ci concentriamo solo sull’assegno mensile e dimentichiamo che un grande aiuto arriva dalla dichiarazione dei redditi. Il sistema fiscale italiano premia chi si fa carico dell’assistenza agli anziani attraverso detrazioni e deduzioni importanti.

Detrazione per spese di assistenza

Se paghi una badante o un operatore per l’assistenza personale di un familiare non autosufficiente, puoi detrarre il 19% della spesa sostenuta.

  • Il tetto massimo di spesa su cui calcolare il 19% è di 2.100 euro l’anno.
  • Questo significa un recupero fiscale fino a 399 euro.
  • Attenzione: questa agevolazione spetta solo se il reddito di chi paga non supera i 40.000 euro annui.

Deduzione dei contributi previdenziali

Questa è una voce spesso ignorata ma molto conveniente. I contributi INPS che versi per la badante (la quota a carico del datore di lavoro) sono interamente deducibili dal tuo reddito imponibile, fino a un massimo di 1.549,37 euro l’anno. Poiché si tratta di una “deduzione” (abbassa il reddito su cui paghi le tasse) e non di una “detrazione”, il risparmio reale dipende dalla tua aliquota IRPEF, ma è quasi sempre vantaggioso.

Spese per le rsa

Se l’anziano è ospite di una struttura residenziale, è possibile detrarre il 19% della parte di retta che riguarda le spese sanitarie e assistenziali (non la parte alberghiera di vitto e alloggio). È fondamentale che la struttura rilasci una certificazione che distingua chiaramente queste voci.

Conciliare lavoro e assistenza: legge 104 e congedi

Il bonus per chi assiste non è solo economico, è anche fatto di tempo. Per i lavoratori dipendenti, il tempo è la risorsa più preziosa. La legislazione offre strumenti potenti per permetterti di essere presente senza perdere il posto di lavoro.

I permessi retribuiti (legge 104/92)

Se il tuo familiare ha ottenuto il riconoscimento della disabilità grave (art. 3 comma 3 della Legge 104), hai diritto a 3 giorni di permesso retribuito al mese. Questi giorni sono coperti dall’INPS e possono essere fruiti anche a ore. È un salvagente fondamentale per accompagnare il genitore a visite mediche, terapie, o semplicemente per gestire le emergenze.

Il congedo straordinario retribuito

Quando la situazione diventa insostenibile e l’assistenza richiede una presenza costante, puoi attivare il congedo straordinario biennale.

  • Durata: massimo 2 anni nell’arco dell’intera vita lavorativa.
  • Retribuzione: ricevi un’indennità pari all’ultima retribuzione (entro certi limiti annuali fissati dall’INPS).
  • Requisito chiave: la convivenza. Per richiedere questo congedo devi avere la residenza con il familiare disabile (o spostarla temporaneamente).

Priorità allo smart working

Una conquista recente riguarda il lavoro agile. Chi assiste un familiare con disabilità grave o un anziano non autosufficiente ha un diritto prioritario all’accesso allo smart working, ove compatibile con le mansioni lavorative. Non è un automatismo assoluto, ma il datore di lavoro deve motivare seriamente un eventuale rifiuto. Questo strumento permette spesso di gestire l’assistenza (magari la semplice sorveglianza) continuando a lavorare da casa.

Bonus per l’assunzione di badanti: novità 2025

Per le famiglie che decidono di assumere regolarmente personale domestico, il 2025 porta alcune agevolazioni mirate a combattere il lavoro nero e sostenere i costi.

Esonero contributivo totale

Per chi assume (o stabilizza) una badante a tempo indeterminato per assistere un grande anziano, c’è una notizia importante. È previsto un esonero del 100% dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, fino a un massimo di 3.000 euro annui.

I requisiti combinati per questo bonus sono:

  • l’assistito deve avere almeno 80 anni;
  • deve essere titolare di indennità di accompagnamento;
  • il datore di lavoro deve avere un ISEE inferiore a 6.000 euro.

Anche in questo caso, la misura è pensata per le fasce più deboli, ma rappresenta un risparmio notevole sul costo del lavoro.

Bonus natale per colf e badanti

Una piccola ma gradita novità riguarda il bonus una tantum di 100 euro (il cosiddetto Bonus Natale) che può spettare anche ai lavoratori domestici, a patto che abbiano capienza fiscale e figli a carico. È importante che il datore di lavoro si informi per permettere al proprio dipendente di accedere a questa opportunità.

Assegni di cura regionali: una mappa variegata

L’Italia non è tutta uguale quando si parla di assistenza. Molte Regioni integrano i fondi statali con risorse proprie, creando il cosiddetto “assegno di cura”.

Questo è un contributo economico periodico erogato per favorire la permanenza dell’anziano al proprio domicilio, evitando il ricovero in istituto.

  • Importi: Variano molto. Si va da circa 300 euro al mese fino a oltre 1.000 euro per i casi di SLA o disabilità gravissime in alcune regioni virtuose.
  • Come si ottiene: Bisogna rivolgersi all’Assistente Sociale del Comune. Verrà attivata l’UVM (Unità di Valutazione Multidimensionale), un’équipe di medici e assistenti sociali che valuterà il carico assistenziale e stilerà un PAI (Piano Assistenziale Individualizzato).
  • Consiglio pratico: Non aspettare che qualcuno ti chiami. Se hai un familiare non autosufficiente, contatta proattivamente i servizi sociali e chiedi specificamente “quali sono i contributi regionali attivi per la domiciliarità”.

Pensionamento anticipato per caregiver: ape sociale e quota 41

Per chi è vicino all’età della pensione ed è logorato dal doppio carico (lavoro + assistenza), esiste una via d’uscita previdenziale.

L’APE Sociale permette di andare in pensione a 63 anni e 5 mesi con 30 anni di contributi, se si assiste da almeno 6 mesi un coniuge o parente di primo grado convivente con handicap grave.

Similmente, la misura Quota 41 permette ai lavoratori precoci (che hanno lavorato almeno 12 mesi prima dei 19 anni) di andare in pensione con 41 anni di contributi, indipendentemente dall’età anagrafica, se sono caregiver.

Queste non sono “bonus” in denaro liquido, ma sono un “bonus tempo” inestimabile per chi non ce la fa più a conciliare tutto.

Come richiedere i benefici: passi pratici

Muoversi nella burocrazia può spaventare. Ecco una checklist semplificata per non perdere nessuna opportunità:

  1. Certificazione medica: Tutto parte dal medico di base. Fatti rilasciare il certificato introduttivo per l’invalidità civile e la legge 104.
  2. Domanda all’INPS: Entro 90 giorni dal certificato medico, inoltra la domanda telematica all’INPS (meglio se tramite un patronato di fiducia, che lo fa gratuitamente).
  3. Valutazione ISEE: Fai calcolare l’ISEE ordinario e, soprattutto, l’ISEE Socio-Sanitario (che in alcuni casi permette di considerare solo i redditi dell’anziano e non quelli dei figli non conviventi).
  4. Contatto con il Comune: Una volta ottenuto il verbale di invalidità, portalo ai servizi sociali del tuo comune per entrare nelle graduatorie degli assegni di cura locali.

L’importanza di non isolarsi

In conclusione, il “bonus” più grande è la consapevolezza di non essere soli. Le agevolazioni economiche per gli anziani e i caregiver nel 2025 sono frammentate e spesso legate a requisiti di reddito bassi (come la nuova prestazione universale), ma sommando indennità di accompagnamento, detrazioni fiscali e permessi lavorativi, il supporto diventa tangibile.

Un consiglio extra per la mobilità in casa

Oltre ai bonus per l’assistenza, non dimenticare che la libertà di movimento passa anche dall’ambiente domestico. Se le scale stanno diventando un ostacolo per la sicurezza del tuo familiare, esistono incentivi fiscali specifici (come il Bonus Barriere Architettoniche al 75%) pensati proprio per l’installazione di impianti di sollevamento. Poiché le normative tecniche e fiscali in questo ambito sono molto specifiche, per approfondire questo tema ti consigliamo di visitare il sito Archimedemontascale. Lì potrai vedere nel dettaglio come funzionano le agevolazioni per i montascale, trovare guide chiare e capire come rendere la casa accessibile risparmiando.

Noi di Muoversi Liberi sappiamo che ogni storia è unica. Non fermarti alla prima difficoltà burocratica: il diritto a una vita dignitosa e assistita è sancito dalla legge. Utilizza i CAF, i patronati e le associazioni di categoria per far valere i tuoi diritti. Prendersi cura degli altri è nobile, ma per farlo al meglio, bisogna anche accettare di farsi aiutare dallo Stato.

agevolazioni anziani

Agevolazioni per anziani: bonus, mobilità e sostegni

In Italia, la popolazione anziana è in costante crescita, così come le sfide economiche e sociali che deve affrontare. Con l’avanzare dell’età, aumentano le spese sanitarie, le difficoltà di movimento e spesso si riduce il reddito disponibile. Tuttavia, il 2024 e il 2025 portano con sé importanti novità in termini di agevolazioni pubbliche. In questo articolo, scopriamo i principali bonus e contributi disponibili per gli over 65, con un focus particolare sulle misure per la mobilità e l’autonomia, fondamentali per garantire una vita dignitosa e indipendente.

Difficoltà economiche degli anziani in Italia

Gli over 65 rappresentano una fascia fragile della popolazione, spesso penalizzata da pensioni minime basse e condizioni di salute precarie. Secondo l’ISTAT, nel 2024 quasi il 30% degli anziani che vivono da soli si trova in una condizione di rischio povertà o esclusione sociale. A ciò si aggiungono i costi legati all’assistenza, alla cura personale e alla mobilità, elementi che impattano profondamente sulla qualità della vita.

Prestazione Universale (dal 1° gennaio 2025)

Uno degli interventi più significativi introdotti per il 2025 è la Prestazione Universale per anziani non autosufficienti, prevista dal Decreto Legislativo attuativo della Legge n. 33/2023.

Cos’è la Prestazione Universale?

La Prestazione Universale è un contributo economico mensile di 850 euro, destinato agli ultraottantenni non autosufficienti in possesso di un ISEE sociosanitario ordinario non superiore a 6.000 euro. Il beneficio ha l’obiettivo di sostenere le persone anziane che necessitano di assistenza continuativa e favorire la permanenza al proprio domicilio.

A chi è rivolta?

È riservata a chi:

  • Ha compiuto almeno 80 anni
  • È già titolare dell’indennità di accompagnamento (che viene integrata nella nuova prestazione)
  • Presenta un bisogno assistenziale elevato, valutato attraverso la piattaforma nazionale della valutazione multidimensionale
  • Ha un ISEE sociosanitario ≤ 6.000 euro

Qual è l’importo totale?

Per i beneficiari, la Prestazione Universale comporta:

– 850 euro al mese come contributo aggiuntivo, per l’assistenza erogata da personale qualificato regolarmente assunto o da caregiver familiare formato;
– Fino a 1.380 euro mensili nel caso in cui si sommassero più componenti del beneficio.

Come si richiede?

La domanda potrà essere presentata tramite INPS, una volta che saranno completate le fasi attuative e pubblicati i decreti operativi entro giugno 2024. Il beneficio sarà riconosciuto per il triennio 2025–2027, come primo step della più ampia riforma dell’assistenza agli anziani.

Agevolazioni per la mobilità degli anziani

La mobilità rappresenta uno dei maggiori ostacoli all’autonomia per molte persone anziane. Spostarsi, salire le scale o utilizzare i mezzi pubblici può diventare difficoltoso o impossibile. Per questo motivo, diverse agevolazioni sono state introdotte o confermate nel 2025 per sostenere il diritto alla mobilità, anche per chi ha redditi contenuti.

Bonus barriere architettoniche: detrazione del 75% fino al 31 dicembre 2025

Il Bonus barriere architettoniche è una misura fiscale introdotta per incentivare gli interventi finalizzati al superamento e all’eliminazione delle barriere architettoniche in edifici già esistenti. Previsto inizialmente per l’anno 2022, è stato prorogato fino al 31 dicembre 2025, dalla legge di bilancio 2023. Ne avevamo parlato anche in un altro articolo tempo fa, ora vediamo le novità.

Cos’è il Bonus barriere architettoniche?

Si tratta di una detrazione d’imposta del 75% delle spese documentate sostenute per realizzare interventi che migliorino l’accessibilità degli edifici. La detrazione è ripartita in cinque quote annuali di pari importo.

Quali interventi sono ammessi?

Rientrano nell’agevolazione gli interventi che rispettano i requisiti previsti dal decreto del Ministro dei lavori pubblici n. 236 del 14 giugno 1989, tra cui:

  • Installazione di ascensori, montacarichi o montascale
  • Realizzazione di rampe per l’accesso a edifici
  • Sostituzione di gradini con rampe
  • Automazione degli impianti degli edifici e delle singole unità immobiliari funzionali ad abbattere le barriere architettoniche
  • Smaltimento e bonifica dei materiali e dell’impianto sostituito

Quali sono i limiti di spesa?

L’importo massimo su cui calcolare la detrazione varia in base alla tipologia di edificio:

  • 50.000 euro per edifici unifamiliari o unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno
  • 40.000 euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio, per edifici composti da due a otto unità immobiliari
  • 30.000 euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio, per edifici composti da più di otto unità immobiliari

Come si accede all’agevolazione?

Per usufruire della detrazione, è necessario:

  • Effettuare il pagamento delle spese tramite bonifico bancario o postale
  • Conservare le fatture e la documentazione attestante la spesa sostenuta
  • Indicare le spese sostenute nella dichiarazione dei redditi

In alternativa alla detrazione, è possibile optare per la cessione del credito d’imposta corrispondente alla detrazione spettante o per un contributo, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, anticipato dai fornitori che hanno effettuato gli interventi agevolati (cosiddetto sconto in fattura).

Carta “Dedicata a Te”

La carta “Dedicata a Te” è uno strumento di sostegno economico per i nuclei familiari con ISEE fino a 15.000 euro che può essere utilizzato anche per abbonamenti ai trasporti pubblici.

  • Importo: 500 euro
  • Modalità di utilizzo: tramite biglietterie fisiche o portali online per abbonamenti
  • Detraibilità: l’abbonamento acquistato è fiscalmente detraibile nel 730.

Iniziative regionali

Numerose Regioni italiane offrono sconti e agevolazioni agli anziani per incentivare l’uso dei mezzi pubblici e migliorare la mobilità urbana:

  • Lombardia: Dote trasporti per abbonamenti integrati, incluse tratte ad alta velocità
  • Piemonte e Veneto: Rimborsi fino a 200 euro per l’acquisto di abbonamenti
  • Lazio: Trasporti gratuiti per over 60 con ISEE ≤ 15.000 euro
  • Emilia-Romagna e Liguria: Sconti e gratuità per anziani a basso reddito

Bonus badante 2024: un aiuto concreto per la domiciliarità

La Legge di Bilancio 2024 ha confermato l’operatività del cosiddetto Bonus badante, una misura volta a incentivare l’assunzione regolare di assistenti familiari, in particolare per l’assistenza agli anziani non autosufficienti.

A chi è rivolto?

Il bonus è destinato ai cittadini che, per assistere un parente anziano o disabile, scelgono di regolarizzare un collaboratore domestico con contratto di lavoro subordinato. È rivolto in particolare a:

• Caregiver familiari;
• Famiglie con anziani non autosufficienti;
• Persone con invalidità civile al 100%.

Qual è l’importo?

Il contributo può arrivare fino a 3.000 euro all’anno e serve a sostenere il costo della badante o dell’assistente familiare.

Come si accede?

È necessario presentare domanda attraverso i CAF abilitati o direttamente tramite piattaforma INPS, allegando:

• ISEE sociosanitario aggiornato;
• Copia del contratto di lavoro della badante;
• Certificazione dello stato di non autosufficienza del beneficiario.

Assegno sociale 2025: sostegno continuativo per gli anziani senza reddito

L’assegno sociale resta una delle misure fondamentali a favore degli anziani con redditi bassi o nulli. Si tratta di un contributo mensile erogato dall’INPS, destinato a persone che hanno compiuto almeno 67 anni e si trovano in condizioni economiche disagiate.

Requisiti 2025

Per accedere all’assegno nel 2025 occorre:

• Età minima di 67 anni;
• Cittadinanza italiana o comunitaria, oppure straniera con residenza legale in Italia da almeno 10 anni;
• Reddito personale non superiore a 6.947,33 euro annui per chi vive solo, oppure 13.894,66 euro se coniugato.

Importo e durata

L’assegno viene erogato per 13 mensilità, con un importo base pari a circa 500 euro al mese, ma può variare in base al reddito del beneficiario.

Compatibilità

Non è compatibile con altri redditi che superano la soglia prevista. Viene invece integrato proporzionalmente in caso di redditi inferiori.

Come richiedere le agevolazioni

Richiedere i bonus elencati è possibile, ma spesso non immediato. Per questo è fondamentale rivolgersi a CAF o patronati, soprattutto per:

• Compilazione e aggiornamento dell’ISEE sociosanitario;
• Domanda per l’assegno sociale tramite portale INPS;
• Presentazione delle richieste per il bonus badante, con tutta la documentazione necessaria.

Ricordiamo che molte di queste misure richiedono una conoscenza tecnica delle pratiche e delle scadenze: è quindi utile affidarsi a professionisti qualificati per non perdere opportunità economiche importanti.

Come richiedere le agevolazioni elencate finora

Ecco una guida pratica per accedere ai bonus descritti:

  • Prestazione Universale: dal 2025, tramite il portale INPS (accesso con SPID, CIE o CNS).
  • Montascale e barriere architettoniche: possibilità di detrazione al 75% come “bonus barriere”.
  • Carta Dedicata a Te: assegnazione automatica da parte dell’INPS, previa verifica dei requisiti. Per le agevolazioni regionali relative al trasporto: si deve consultare il sito della propria Regione per bandi attivi e moduli di richiesta.
  • Bonus Badante: presentare domanda attraverso i CAF abilitati o direttamente tramite piattaforma INPS con documenti necessari in allegato.
  • Assegno sociale 2025: consultare il portale INPS, rivolgersi a CAF o patronati per: compilazione dell’ISEE e domanda per l’assegno sociale.

Soluzioni per migliorare la qualità della vita

Il biennio 2024–2025 offre importanti opportunità grazie alle agevolazioni per gli anziani, misure che puntano a tutelare il diritto alla cura, all’autonomia e alla mobilità. Conoscere queste agevolazioni e sapere come usufruirne è il primo passo per migliorare la qualità della propria vita e dei propri cari. Soprattutto per chi cerca soluzioni concrete, come i montascale, affidarsi a realtà esperte come Archimede Montascale può fare davvero la differenza.

Accedere a queste agevolazioni è fondamentale per mantenere un buon livello di autonomia. Tuttavia, anche all’interno delle mura domestiche, gli ostacoli alla mobilità possono compromettere l’indipendenza. Un supporto importante arriva da soluzioni come montascale e servoscala, strumenti che migliorano la vivibilità della casa, soprattutto in presenza di scale e dislivelli.

Archimede Montascale, con i suoi dispositivi affidabili e su misura, rappresenta un alleato concreto per chi desidera continuare a vivere serenamente nella propria abitazione, senza dover rinunciare alla libertà di movimento.

Se vuoi ricevere maggiori informazioni sulle soluzioni per la mobilità in casa, visita il sito archimedemontascale e richiedi un preventivo gratuito!

lavoro disabili

Lavoro e disabili: bonus assunzioni

A luglio il Ministero del Lavoro e il Ministero della Famiglia hanno confermato anche per il 2019 il bonus assunzione disabili, rifinanziando così il Fondo per il diritto al lavoro dei Disabili.

Questo incentivo era stato introdotto e regolato dalla Legge n. 68/1999 e dal 1° gennaio 2016 è gestito dall’INPS come previsto dal Decreto Legislativo 151/2015 in attuazione del Jobs Act. Il nuovo incentivo varia a seconda del grado e della tipologia di riduzione della capacità lavorativa.

Possono richiedere l’incentivo tutti i datori di lavoro privati, anche se non soggetti all’obbligo di assunzione di persone disabili, e gli enti pubblici economici.

Il bonus assunzione disabili è previsto per l’assunzione dei seguenti lavoratori:

  • lavoratori con disabilità intellettiva e pshicica che causa una riduzione della capacità lavorativa superiore del 45%;
  • lavoratori disabili con una riduzione della capacità lavorativa tra il 67% e il 79%;
  • lavoratori disabili con una riduzione della capacità lavorativa superiore al 79%.

L’incentivo spettante varia dal 35% fino al 75% della retribuzione mensile a seconda del contratto di lavoro e delle caratteristiche del valore assunto e viene corrisposto per un periodo che varia dai 36 mesi ai 60 mesi tramite conguaglio nelle denunce contributive mensili, attraverso una proceduta telematica gestita dall’INPS.

bonus casa ascensore

Bonus casa: detrazioni per l’installazione di un ascensore per la casa

Il Bonus casa prevede una serie di detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie secondo l’16.bis DPR 917/86 (TUIR), le agevolazioni sono differenti a seconda degli interventi sostenuti e sono previste per numerosi lavori dalla riqualificazione energetica fino all’abbattimento delle barriere architettoniche.

Ogni anno sarà possibile portare in detrazione eventuali spese sostenute nell’anno solare precedente, per poter ottenere gli incentivi statali è necessario presentare fatture e pagamenti tramite bonifico dei lavori realizzati.

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Bonus ristrutturazione casa

Per tutti i lavori di ristrutturazione e manutenzione ordinaria o straordinaria di un immobile è prevista una detrazione al 50% della tassa Irpef dell’importo speso per tali interventi fino ad un importo complessivo di 96.000€. La detrazione sarà divisa in dieci quote annuali sulla base del reddito percepito dal richiedente. Possono essere detratti con il bonus ristrutturazione interventi come il rifacimento dell’impianto elettrico e idraulico, pareti, porte blindate, inferriate o sistemi di videosorveglianza, ma anche i costi sostenuti per l’installazione di un ascensore per la casa.

Ecobonus per la riqualificazione energetica

L’ecobonus consente di ottenere una detrazione compresa fra il 50% e il 75% per i lavori volti a migliorare l’efficienza energetica di una casa indipendente o di un appartamento. Rientrano fra gli interventi consentiti l’inserimenti di rivestimenti termici alle pareti o alla porta principale o l’installazione di una caldaia con efficienza energetica elevata e di un impianto di regolazione automatica della temperatura interna come per esempio un termostato. Come per il bonus ristrutturazione l’importo da portare in detrazione viene suddiviso in 10 quote annuali fino al un massimo di 30.000€ euro per la climatizzazione invernale, 40.000€ per le riqualificazioni energetiche e l’installazione di pannelli solai e fino a 100.000€ per la riqualificazione enerfetica generale dell’immobile.

Sisma bonus

L’agevolazione prevede un vantaggio economico per tutti i lavori e gli interventi antisismici, volti quindi ad aumentare la sicurezza dell’abitazione in zone al alto rischio sismico. La detrazione prevista è dell’80% dell’importo speso per gli interventi in cui il rischio viene ridotto di una singola classe, e fino all’85% in caso di riduzione di due classi. La detrazione sarà divisa in cinque quote annuali ed è valida per le spese sostenute fra il 2017 e il 2021.

Bonus su acquisto di mobili ed elettrodomestici in classe A+ e superiori

È prevista la detrazione fiscale IRPEF del 50% fino ad un massimo di 10.000€ per l’acquisto di mobili e di elettodomestici con classe energetica non inferiore alla A+ destinati ad arredare una casa oggetto di ristrutturazione. Per ottenere la detrazione è necessario che l’acquisto dei mobili sia successivo alla data di inizio lavori di ristrutturazione.

Bonus prima casa

Per l’acquisto della prima casa, ovvero l’abitazione primaria e principale del nucleo familiare, sono previsti diversi vantaggi fiscali fra cui la riduzione dell’Iva e della tassa di registro, la rimozione dell’imposta di bollo e delle tasse ipotecari.

Legge 104/92: tutte le agevolazioni per i portatori di handicap, i disabili e i loro familiari

La legge 104 del 1992 garantisce il rispetto della dignità umana e dei diritti di libertà e autonomia delle persone disabili e delle loro famiglie, per favorirne la piena integrazione sociale, nella scuola, nel lavoro e nella società.

Per questo regola e disciplina agevolazioni e sostegni per permettere alle persone disabili il raggiungimento della maggior autonomia possibile e la partecipazione alla vita collettiva, sostenendo e agevolando non solo il disabile, ma anche la sua famiglia, attraverso aiuti psicologici, psicopedagogici e tecnici.

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Cosa prevede la legge 104

Diritti e interventi previsti dalla legge 104

Per garantire l’integrazione delle persone handicappate, la legge del 1992 prevede diverse agevolazioni e diritti:

  • inserimento e integrazione sociale, attraverso interventi sociali, psicologici e sanitari, aiuti domestici rivolti sia alla persona che ai suoi familiari;
  • aiuto personale, per coloro che si trovano in uno stato di grave limitazione dell’autonomia personale non superabile tramite ausili, protesi o sussidi tecnici o informatici;
  • interventi diretti a eliminare le barriere fisiche e architettoniche per permettere l’accessibilità nei luoghi pubblici o aperti al pubblico a disabili in carrozzina o sedia a rotelle e persone con ridotta capacità motoria;
  • diritto allo studio, dal nido alla scuola materna e in ogni scuola di ordine e grado, comprese le università, attraverso piani educativi, percorsi e sostegni adeguati alla situazione del singolo caso;
  • integrazione lavorativa, sostenendo e favorendo la creazione di enti, istituzioni, cooperative sociali e organizzazioni di volontariato che attraverso le loro attività favoriscono l’inserimento e l’integrazione lavorativa;
  • fruibilità dei mezzi di trasporto pubblico e privato;
  • organizzazione e sostegno di comunità-alloggio e case-famiglia che possano accogliere le persone disabili che ne hanno bisogno;
  • centri socio-riabilitativi ed educativi diurni che favoriscano le vita relazionale delle persone con handicap;
  • attività extra-scolastiche per integrare le attività educative;
  • rimborso per le spese mediche e il soggiorno all’estero presso strutture specializzate per interventi riabilitativi autorizzati dalla regione di competenza;
  • deducibilità delle spese mediche e di assistenza specifiche nei casi di grave e permanente disabilità e invalidità.

Legge 104: permessi retribuiti per familiari di persone disabili

La legge 104 regolamenta anche i permessi lavorativi retribuiti per le persone disabili e per i familiari che sostengono e si prendono cura delle persone con handicap o affetti da patologia invalidante.

L’art. 33 della legge consente ai lavoratori che assistono una persona disabile di poter gestire gli orari di lavoro, in funzione dell’assistenza e delle cure di cui la persona assistita ha bisogno. Il lavoratore ha inoltre diritto:

  • all’astensione facoltativa fino a 3 anni per i genitori, biologici o adottivi, di bambini con handicap gravi, o in alternativa 2 ore di permesso giornaliero fino al compimento del terzo anno di età del bambino;
  • a 3 giorni, anche continuativi, di assenza al mese, consentiti anche al lavoratore disabile;
  • alla possibilità di scegliere la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio;
  • al rifiuto al trasferimento e al lavoro notturno.

Legge 104: agevolazioni fiscali

Sono previste agevolazioni fiscali per le persone portatrici di handicap, fra le quali la deducibilità spese mediche e per l’assistenza specifica nei casi di invalidità grave e permanente dovuta ad una menomazione;

Sono previste anche agevolazioni per l’acquisto di automobili private ad uso delle persone disabili:

  • detrazione IRPEF del 19%;
  • aliquota agevolata al 4%;
  • esenzione del bollo;
  • esenzione dell’imposta di trascrizione del passaggio di proprietà al PRA;

Per quanto riguarda invece, l’adeguamento di trasporti individuali, l’ASL è tenuta a contribuire alle spese per la modifica degli strumenti di guida.

Chi può usufruire delle agevolazioni e dei sostegni previsti per legge

La legge 104 è rivolta alle persone con disabilità totale o parziale, definendo una persona portatrice di handicap chi presenta una minoranza fisica, psichica o sensoriale, in fase progressiva o stabilizzata, che può causare svantaggio sociale ed emarginazione impedendo il normale apprendimento, le relazioni sociali e l’integrazione lavorativa. La legge tutela tutte le persone, compresi gli stranieri e gli apolidi, (coloro che non hanno una cittadinanza, come per esempio i popoli nomadi) con dimora stabile nel territorio italiano.

La legge prevede agevolazioni per le seguenti categorie di persone:

  • lavoratori disabili;
  • genitori naturali, affidatari o adottivi di un figlio con grave condizione di invalidità;
  • il coniuge o il convivente di fatto, e parenti o affini entro il III grado di familiarità con disabilità grave.

La persona disabile e i suoi familiari hanno diritto ad usufruire delle prestazioni e dei diritti previsti per legge in relazione alla gravità dell’handicap, della capacità individuale residua e della efficacia delle terapie riabilitative.

Come richiedere i benefici della legge 104

Per usufruire delle agevolazioni garantite dalla legge 104 è necessario ottenere il certificato di handicap, che, proprio come il certificato di invalidità, viene rilasciato da una commissione medica dell’ASL di competenza (composta da un medico dell’INPS e da un esperto per i vari casi da esaminare). La commissione ha il compito di verificare e stabilire il grado e la gravità della disabilità.

L’iter da seguire per ottenere il certificato è il seguente:

  • recarsi dal proprio medico curante, che compilerà in via telematica sul sito dell’INPS un certificato dotato di codice identificativo, che attesta la condizione del paziente e le prestazioni richieste;
  • entro 90 giorni, la persona disabile deve prenotare la visita della commissione direttamente sul portale dell’INPS;
  • l’ente statale stabilirà il giorno e l’ora della visita da parte della commissione medica, che potrà avvenire anche presso il domicilio del paziente su espressa richiesta del medico curante, sarà possibile rinviare la visita una sola volta.

Quale differenza tra handicap e invalidità civile

È necessario distinguere l’accertamento dell’handicap dal riconoscimento di invalidità, che permette di richiedere la pensione e gli assegni di invalidità: il primo, infatti, evidenzia le ripercussioni sociali che una minorazione può generare, mentre per invalidità si indica l’impossibilità o la difficoltà di una persona a svolgere determinate azioni quotidiane, come conseguenza di limitazioni fisiche, psichiche, visive, intellettive o auditive. È quindi possibile che venga riconosciuta un’invalidità del 100% pur non essendo presente nessun handicap, allo stesso modo può essere riconosciuta una piccola percentuale di invalidità a un portatore di handicap.

La legge 104 a questo proposito individua 3 livelli di gravità, che prevedono benefici fiscali e lavorativi, se l’handicap, in correlazione all’età, comporta un intervento assistenziale permanente e continuativo, la situazione viene definita grave e ottiene la priorità nei programmi di interventi dei servizi pubblici.

Il riconoscimento di invalidità civile che consente di accedere alle prestazioni assistenziali e ai benefici previdenziali, come la pensione, è regolamentato dalla legge n.118 del 30 marzo 1971.

Acquisto montascale: detrazione Irpef al 50% per tutto il 2019

L’installazione di un montascale rientra fra i lavori di ristrutturazione edilizia volti all’eliminazione delle barriere architettoniche e per questo sarà possibile richiedere la detrazione Irpef al 50% per tutte le spese sostenute dal 1 gennaio 2019 al 31 dicembre 2019 per l’acquisto e l’installazione di un impianto si sollevamento come montascale a poltroncina o servoscale con pedana.

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Cosa è possibile detrarre

La detrazione IRPEF del 50% della spesa sostenuta è un aspetto da non sottovalutare quando si sta prendendo in considerazione l’acquisto di un impianto che permetta di superare le scale in modo facile e sicuro. È importante, infatti, tenere in considerazione il fatto che il 50% del preventivo di spesa presentato dall’azienda produttrice o installatrice del montascale, potrà essere detratto dalla dichiarazione dei redditi annuale. Il costo del montascale sarà quindi in realtà inferiore al preventivo, perchè una parte sarà “rimborsata” dallo Stato nel corso degli anni.

Non si tratta di uno sconto immediato o di un rimborso, l’importo della fattura della ditta sarà quello presentato nel preventivo e dovrà essere saldato per intero, ma ogni anno nella dichiarazione sarà possibile portare in detrazione IRPEF una parte della spesa che diminuirà l’importo delle tasse dovute allo Stato e in alcuni casi potrebbe generare un rimborso IRPEF.

Per tutti gli acquisti di montascale per anziani o disabili effettuati e pagati entro il 31 dicembre 2019, sarà possibile detrarre il 50% della spesa complessiva comprensiva di IVA. Fa fede la data di pagamento, quindi nella dichiarazione dei redditi 2019, sarà possibile portare in detrazione tutte le spese effettuare e pagate e pagate entro il 2019.

L’importo verrà rimborsato in dieci quote annuali di medesimo importo, stabilite sulla base del reddito complessivo. Ogni anno nella dichiarazione del redditi dovrà essere riportata la detrazione relativa, l’eventuale eccedenza oltre il decimo anno non verrà più rimborsata.

Detrazione montascale: chi può usufruirne

Per poter inserire la detrazione Irpef al 50% per l’acquisto di un impianto montascale è necessario essere intestatario delle fatture e del pagamento delle stesse.

In particolare è necessario:

  • essere soggetti all’imposta sul reddito delle persone fisiche
  • essere proprietari dell’immobile in cui viene installato il montascale o possedere dei diritti reali di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie)
  • essere affittuari dell’immobile.

Anche il familiare convivente del proprietario o dell’avente diritti sull’immobile può usufruire della detrazione Irpef purchè risulti intestatario delle fatture e abbia provveduto direttamente al pagamento delle fatture tramite bonifici a lui intestati.

Documenti da presentare per la detrazione IRPEF

Per poter richiedere la detrazione irpef al 50% è necessario consegnare al proprio commerciale o al CAF che si occupa della dichiarazione dei redditi copia delle fatture rilasciate dalla ditta installatrice e copia delle quietanze dei bonifici di pagamento delle stesse, da cui risulti la causale del versamento, il codice fiscale del soggetto pagante e il codice fiscale o il numero di partita iva del beneficiario del pagamento. Nella causale di pagamento è bene indicare “spese per ristrutturazione edilizia 50% ai sensi art. 16-bis TUIR (D.P.R. n. 917/86) e D.L. n. 83/2012 convertito dalla Legge n. 134/2012”.

Da qualche anno è anche possibile compilare la dichiarazione dei redditi in modo autonomo direttamente dal sito dell’INPS, in questo caso la detrazione dovrà essere inserita nella parte relativa alle detrazioni.