Bonus barriere architettoniche 2026: la guida completa
Benvenuti in questa guida aggiornata sul Bonus barriere architettoniche 2026. Se state leggendo queste righe, probabilmente state cercando un modo per rendere la vostra casa, o quella di un vostro caro, più accessibile e sicura. Sappiamo bene che la scelta di installare un montascale non è solo una questione tecnica o economica: è un passo verso la riconquista della propria indipendenza e della gioia di vivere ogni angolo della propria abitazione senza timori.
Il 2026 segna un punto di svolta importante per quanto riguarda le agevolazioni fiscali in Italia. Molti di voi avranno sentito parlare della fine di alcuni bonus “famosi”, ed è vero: il panorama è cambiato. Tuttavia, non lasciatevi scoraggiare dalle notizie frammentarie. Nonostante la chiusura di alcune misure straordinarie, muoversi liberamente in casa rimane un diritto supportato dallo Stato e dalle Regioni.
In questo articolo esploreremo insieme come navigare tra le nuove regole del 2026. Vedremo come, unendo saggiamente diverse agevolazioni, sia ancora possibile abbattere drasticamente i costi, arrivando in certi casi a risparmiare oltre il 70% della spesa totale. Il nostro obiettivo è darvi chiarezza, serenità e strumenti pratici per fare la scelta migliore per la vostra famiglia.
Indice
Bonus barriere architettoniche 2026: cosa è cambiato per i montascale
Per capire come muoversi oggi, dobbiamo fare un breve salto indietro. Fino al 31 dicembre 2025, è stato possibile usufruire del celebre Bonus Barriere Architettoniche al 75%. Questa misura, nata come straordinaria nel 2022, ha permesso a migliaia di famiglie di installare un montascale con un recupero fiscale molto vantaggioso.
Dal 1° gennaio 2026, la situazione è ufficialmente mutata. La Legge di Bilancio 2026 (L. 30 dicembre 2025, n. 199) non ha previsto proroghe per l’aliquota al 75%. Questo significa che per i lavori pagati a partire da quest’anno, quella specifica agevolazione non è più attivabile.
È fondamentale comprendere il cosiddetto “principio di cassa”: non conta quando avete iniziato a pensare al lavoro o quando avete firmato il preventivo, ma conta quando effettivamente effettuate i pagamenti. Se il bonifico parte nel 2026, rientrerete nei nuovi regimi ordinari che descriveremo tra poco. Sebbene possa sembrare una notizia negativa, il 2026 resta un anno preferibile rispetto al 2027 o 2028, anni in cui è già previsto un ulteriore calo degli incentivi.
Perché il 2026 è l’anno della pianificazione strategica
Nonostante la fine del bonus al 75%, il 2026 è considerato un anno di “transizione protetta”. Le aliquote per la ristrutturazione edilizia e l’abbattimento delle barriere sono ancora significativamente più alte di quelle che vedremo nel prossimo futuro.
Affidarsi a una guida esperta oggi significa non perdere l’ultima finestra di opportunità per ottenere detrazioni al 50% sulla prima casa. Vediamo nel dettaglio quali sono le fondamenta su cui costruire il vostro risparmio quest’anno.
Bonus barriere architettoniche 2026: la nuova colonna portante per l’accessibilità
L’agevolazione principale a cui fare riferimento oggi per l’installazione di un montascale è il Bonus Ristrutturazioni, noto anche come Bonus Casa. Questa misura è stata stabilizzata, ma con percentuali che variano a seconda della tipologia di immobile.
Detrazione al 50% per l’abitazione principale
Se state installando un impianto nella casa dove risiedete abitualmente (la vostra prima casa), la detrazione prevista è del 50%. Questo incentivo è rivolto ai proprietari, ma anche ai titolari di diritti reali (come l’usufrutto) o agli inquilini con regolare contratto di affitto.
Il limite massimo di spesa su cui calcolare il bonus è di 96.000 euro per unità immobiliare. Si tratta di un massimale molto capiente che copre ampiamente non solo l’acquisto del montascale, ma anche eventuali opere murarie o elettriche necessarie all’installazione.
Detrazione al 36% per le seconde case
Per chi desidera rendere accessibile una casa al mare, in montagna o semplicemente un immobile di proprietà non adibito a residenza principale, l’aliquota scende al 36%. Anche in questo caso, il tetto di spesa rimane fissato a 96.000 euro, permettendo comunque un recupero importante nel tempo.
Come avviene il recupero del denaro
A differenza del passato, dove lo sconto in fattura era la norma, nel 2026 il recupero avviene quasi esclusivamente tramite la dichiarazione dei redditi. La detrazione (che sia del 50% o del 36%) viene ripartita in 10 quote annuali di pari importo.
Esempio pratico: Se spendete 10.000 euro per un montascale sulla vostra prima casa, avrete diritto a una detrazione totale di 5.000 euro. Riceverete quindi 500 euro di “sconto” sulle tasse ogni anno per dieci anni.
È importante ricordare che per accedere a questo bonus non è obbligatorio possedere un certificato di disabilità. L’intervento è considerato agevolabile perché migliora oggettivamente l’accessibilità dell’edificio, a patto che rispetti le norme tecniche vigenti.
IVA agevolata al 4%: il risparmio immediato che non scade mai
Mentre le detrazioni IRPEF cambiano e “degradano” nel tempo, esiste un’agevolazione che rimane una certezza assoluta: l’IVA al 4%.
Normalmente, l’acquisto di beni e servizi in Italia prevede un’IVA al 22%. Tuttavia, per i dispositivi destinati all’abbattimento delle barriere architettoniche come i montascale, i servoscala e le piattaforme elevatrici, l’IVA è permanentemente ridotta al 4%.
Un vantaggio oggettivo per tutti
Questo è un punto fondamentale che spesso genera confusione: non è necessario avere una certificazione di invalidità o la Legge 104 per usufruire dell’IVA al 4% sull’acquisto di un montascale.
L’agevolazione è legata al prodotto stesso e alla sua funzione. Se l’impianto è conforme alle specifiche tecniche del D.M. 236/1989 (che vedremo più avanti), il fornitore applicherà direttamente l’aliquota ridotta in fattura. Questo si traduce in un risparmio immediato di circa il 18% rispetto al prezzo di listino lordo che paghereste per un prodotto non agevolato.
La strategia della “Tripla Combinazione”: come superare il 70% di risparmio
Molti si chiedono: “Se il bonus 75% è finito, come posso ancora risparmiare così tanto?”. La risposta risiede nella cumulabilità. Nel 2026, la vera forza non sta in un unico grande bonus, ma nella capacità di sommare diversi strumenti messi a disposizione dallo Stato, dalle Regioni e dai Comuni.
Combinando correttamente le voci, possiamo costruire quello che noi chiamiamo il “piano di risparmio integrato”.
1. Il risparmio immediato dell’IVA
Come abbiamo visto, partiamo con un vantaggio del 18% circa (la differenza tra IVA al 22% e al 4%). Questo è denaro che rimane subito nel vostro portafoglio.
2. Il contributo a fondo perduto della Legge 13/89
Questa legge storica prevede l’erogazione di contributi statali per l’eliminazione delle barriere in edifici costruiti prima dell’11 agosto 1989. Il contributo funziona a scaglioni:
- Copre il 100% della spesa fino a 2.582,28 euro.
- Aggiunge il 25% sulla parte eccedente fino a 12.911,42 euro.
- Aggiunge un ulteriore 5% per spese ancora superiori.
In media, per un montascale standard, si può ottenere un contributo che oscilla tra i 2.800 e i 4.000 euro.
3. La detrazione fiscale sulla spesa residua
Il fisco permette di applicare il Bonus Ristrutturazioni (50% o 36%) sulla cifra che rimane dopo aver sottratto il contributo ricevuto dalla Legge 13/89.
Simulazione di calcolo:
Immaginiamo una spesa totale di 12.000 euro (IVA 4% inclusa).
- Ricevete un contributo Legge 13/89 di circa 3.000 euro.
- La spesa residua è di 9.000 euro.
- Su questi 9.000 euro applicate la detrazione al 50%: recuperate altri 4.500 euro.Totale recuperato: 7.500 euro su 12.000 (ovvero il 62,5%). Se aggiungiamo il risparmio iniziale dell’IVA, l’abbattimento dei costi reali si avvicina e talvolta supera la soglia del 70%.
Agevolazioni per disabilità grave: l’opzione IRPEF al 19%
Per le famiglie che convivono con una situazione di handicap grave, certificata ai sensi dell’Articolo 3, comma 3 della Legge 104/92, esiste una strada alternativa molto interessante.
Invece di optare per il Bonus Ristrutturazioni spalmato in 10 anni, è possibile detrarre il 19% dell’intera spesa in un’unica soluzione, ovvero nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo all’acquisto.
Quando conviene la detrazione al 19%?
Questa scelta è puramente strategica e dipende dalla vostra “capienza fiscale”. Se avete pagato molte tasse e volete recuperare una cifra importante subito, senza aspettare un decennio, questa è la soluzione ideale.
Tuttavia, bisogna fare attenzione: non si possono cumulare il Bonus 50% e la Detrazione 19% sulla stessa identica spesa. Dovrete scegliere quella che meglio si adatta alle vostre esigenze finanziarie immediate. Anche questa misura è cumulabile con l’IVA al 4% e i contributi della Legge 13/89.
I contributi regionali: un aiuto in più sul territorio
Oltre alle misure nazionali del Bonus barriere architettoniche 2026, alcune Regioni italiane sono particolarmente attive nel sostenere la mobilità domestica. Nel 2026, la mappa degli aiuti locali presenta alcune eccellenze che vale la pena conoscere.
Toscana: il modello di riferimento
La Regione Toscana, attraverso la Legge Regionale 47/91, offre contributi molto generosi. Per l’acquisto di attrezzature come i montascale, è possibile ricevere un rimborso che arriva fino al 50% della spesa effettiva, con un tetto massimo di 10.000 euro.
Per chi vive in Toscana, combinare questo fondo regionale con l’IVA agevolata e le detrazioni nazionali significa rendere l’installazione di un impianto quasi interamente coperta da incentivi.
Emilia-Romagna e la graduatoria ISEE
In Emilia-Romagna, l’erogazione dei fondi per l’abbattimento delle barriere è fortemente legata al valore ISEE del nucleo familiare. Più basso è l’indicatore della situazione economica, più alta è la probabilità di salire in graduatoria e ricevere il contributo statale/regionale in tempi brevi.
Liguria e Umbria: tra bandi e domiciliarietà
La Liguria richiede solitamente un’invalidità minima del 67% e un ISEE non superiore a 30.000 euro. È importante verificare presso il proprio Comune se i fondi sono attualmente disponibili, poiché nel biennio 2025/2026 sono state segnalate alcune sospensioni temporanee per rifinanziamento dei capitoli di spesa.
L’Umbria, invece, si distingue per progetti come “Umbria per tutti”, che oltre al contributo per l’acquisto del montascale, offre sostegni mensili per garantire che la persona con disabilità possa continuare a vivere serenamente nella propria casa (domiciliarità).
Requisiti tecnici obbligatori per non perdere i bonus
Perché un montascale possa beneficiare di tutte le agevolazioni che abbiamo descritto, non basta che sia “bello” o “funzionale”. Deve rispondere a precisi requisiti di legge dettati dal D.M. 236/1989.
Queste norme sono state scritte per garantire la vostra sicurezza e la reale efficacia dell’abbattimento della barriera architettonica. Ecco i punti principali:
- Sistemi di sicurezza: L’impianto deve essere dotato di sensori antischiacciamento e antiurto che bloccano il movimento in presenza di ostacoli lungo la scala.
- Comandi: Devono essere semplici, intuitivi e posizionati in modo da essere raggiungibili anche da chi ha ridotta mobilità manuale.
- Asseverazione tecnica: Al termine dell’installazione, un tecnico abilitato (spesso fornito dall’azienda produttrice) deve rilasciare un certificato che attesta la conformità dell’opera alle norme. Senza questo documento, il diritto alle detrazioni fiscali decade.
Noi di Muoversi Liberi sottolineiamo sempre questo aspetto: la sicurezza non è un optional, ma la base stessa del vostro diritto a muovervi liberi.
Come richiedere i contributi: una guida passo-passo
La burocrazia può spaventare, ma seguendo l’ordine corretto, il processo diventa molto più lineare. Ecco i passaggi fondamentali da compiere nel 2026.
1. La domanda preventiva al Comune
Se intendete richiedere i contributi della Legge 13/89, dovete presentare la domanda presso il vostro Comune di residenza prima dell’inizio dei lavori. La scadenza annuale è fissata al 1° marzo. Se presentate la domanda dopo questa data, essa verrà slittata alla graduatoria dell’anno successivo.
2. Il bonifico parlante
Per quanto riguarda le detrazioni fiscali (50%, 36% o 19%), il pagamento deve avvenire obbligatoriamente tramite “bonifico bancario o postale parlante”. Nella causale devono essere indicati chiaramente:
- Il riferimento normativo dell’agevolazione (es: Art. 16-bis DPR 917/1986).
- Il codice fiscale del beneficiario della detrazione.
- La partita IVA o il codice fiscale della ditta che esegue i lavori.
3. Conservazione dei documenti
Tenete sempre a portata di mano: fatture, ricevute dei bonifici, asseverazione tecnica e, se necessaria, la certificazione medica o di invalidità. Questi documenti dovranno essere consegnati al vostro CAF o commercialista in sede di dichiarazione dei redditi.
Uno sguardo al futuro: cosa succederà nel 2027 e 2028?
È nostro dovere di “guide sagge” avvertirvi che il 2026 rappresenta probabilmente l’ultimo anno di relativa abbondanza per quanto riguarda i bonus edilizi. È già stato previsto un piano di riduzione progressiva (il cosiddetto “decalage”):
- Dal 1° gennaio 2027: La detrazione per la prima casa scenderà dal 50% al 36%. Le seconde case vedranno l’aliquota calare al 30%.
- Dal 2028: È prevista una riduzione dei massimali di spesa, che passeranno dagli attuali 96.000 euro a soli 48.000 euro.
Questo significa che chi sceglie di installare un montascale nel 2026 gode di un vantaggio economico decisamente superiore rispetto a chi aspetterà l’anno prossimo o quello successivo. Agire ora non è solo una scelta di benessere, ma anche una decisione finanziaria lungimirante.
Oltre il risparmio: il valore della libertà in casa
Fino a qui abbiamo parlato di numeri, leggi e percentuali. Ma permetteteci di tornare al cuore della missione di Muoversi Liberi. Un montascale non è solo un insieme di metallo, motori e poltroncine. È la possibilità di tornare a dormire nella propria camera al piano superiore. È il piacere di poter scendere in giardino a curare i fiori senza dipendere da nessuno. È la tranquillità per i figli e i nipoti, sapendo che i propri cari sono al sicuro dalle cadute.
Scegliere un montascale oggi significa investire nella qualità della vita. Spesso sentiamo storie di persone che hanno rimandato l’acquisto per anni, per poi dirci: “Perché non l’ho fatto prima?”. La nostra identità è quella di supportarvi in questo passaggio, umanizzando un settore che a volte sembra troppo freddo e tecnico.
Domande frequenti sulle agevolazioni 2026
Posso avere lo sconto in fattura per il montascale nel 2026?
Nella quasi totalità dei casi, no. Lo sconto in fattura e la cessione del credito sono stati drasticamente limitati. Il recupero oggi avviene tramite detrazione decennale o annuale (per la legge 104) nelle tasse.
Serve la Legge 104 per l’IVA al 4%?
No, come specificato, l’IVA agevolata è garantita dalla natura stessa del montascale come ausilio per il superamento delle barriere architettoniche.
Cosa succede se il mio condominio non vuole l’ascensore?
L’installazione di un montascale sulle scale condominiali è un diritto tutelato. Se l’assemblea rifiuta di partecipare alle spese, potete procedere a vostre spese, a patto di non alterare la fruibilità delle scale per gli altri condomini. Le agevolazioni rimangono valide per chi sostiene la spesa.
I contributi a fondo perduto arrivano subito?
I tempi della Legge 13/89 dipendono dal trasferimento di fondi dallo Stato alle Regioni e infine ai Comuni. Possono volerci diversi mesi o anche più di un anno, ma il diritto al contributo rimane acquisito una volta presentata correttamente la domanda.
La vostra libertà non ha prezzo
Abbiamo visto che, nonostante la fine Bonus barriere architettoniche al 75%, il 2026 offre ancora moltissime opportunità per rendere la propria casa un luogo senza barriere. La combinazione di IVA al 4%, detrazione al 50% e contributi locali permette di affrontare l’investimento con serenità, sapendo che una gran parte della spesa tornerà nelle vostre tasche.
Il nostro consiglio è quello di non lasciar passare troppo tempo. Le aliquote sono destinate a scendere e la vostra sicurezza quotidiana merita di essere messa al primo posto. Ricordate: muoversi liberi non è un lusso, è un diritto che va esercitato con consapevolezza e supporto professionale.
Speriamo che questa guida vi abbia dato la chiarezza necessaria per affrontare i prossimi passi. Siamo al vostro fianco per trasformare le scale da ostacolo a semplice dettaglio del vostro paesaggio domestico.