Passa al contenuto principale
L’evoluzione dell’ascensore attraverso i secoli, dai primi sistemi di sollevamento fino alle moderne soluzioni per la mobilità verticale.

Oggi basta premere un pulsante per raggiungere in pochi secondi i piani più alti di un edificio. Eppure, la storia dell’ascensore attraversa più di duemila anni di tentativi, invenzioni e progressi tecnologici.

Prima di diventare uno strumento indispensabile per l’accessibilità e uno degli elementi che hanno reso possibile lo sviluppo verticale delle città, il sollevamento di persone e materiali era affidato a corde, carrucole, argani e forza umana o animale.

Dalle macchine attribuite ad Archimede ai montacarichi del Colosseo, dalla sedia volante di Versailles al dispositivo di sicurezza di Elisha Otis, fino agli straordinari ascensori della Torre Eiffel, ripercorriamo le principali tappe dell’evoluzione della mobilità verticale.

Le origini della storia dell’ascensore

L’idea di sollevare persone e carichi attraverso sistemi meccanici è molto più antica dell’ascensore moderno.

Una delle prime testimonianze storicamente tramandate viene tradizionalmente attribuita ad Archimede di Siracusa. Nel III secolo a.C. sarebbero stati utilizzati sistemi basati su funi, carrucole e argani capaci di sollevare una piattaforma tramite forza umana o animale.

Non possiamo ancora parlare di ascensore nel senso contemporaneo del termine. Il principio fondamentale, però, era già presente: utilizzare una macchina per vincere la gravità e trasferire un carico in verticale.

I montacarichi del Colosseo

Una delle applicazioni più spettacolari delle tecnologie di sollevamento dell’antichità si trovava nei sotterranei del Colosseo.

Sotto il piano dell’arena era presente un complesso sistema di corridoi, botole, piattaforme e montacarichi utilizzato per far comparire improvvisamente animali e scenografie durante gli spettacoli.

Nella fase flavia sono documentati 28 argani collegati ad altrettanti montacarichi. Le gabbie permettevano di sollevare animali dal livello sotterraneo fino all’arena, superando un dislivello di circa sei metri.

Per azionare contemporaneamente tutti i montacarichi erano necessarie 224 persone, otto per ogni argano.

Successivamente il sistema fu ulteriormente ampliato: in età severiana vennero realizzati fino a 60 piccoli apparati di sollevamento destinati sia agli animali sia alle persone.

Era una macchina scenica straordinariamente complessa per l’epoca e dimostra quanto il principio dell’elevazione verticale fosse già sviluppato nell’ingegneria romana.

Dal Medioevo ai monasteri di Meteora

Dopo la caduta dell’Impero romano, i sistemi di sollevamento continuarono a essere utilizzati soprattutto per trasportare materiali in luoghi difficili da raggiungere.

Un esempio particolarmente suggestivo è rappresentato dai monasteri di Meteora, in Grecia.

Per secoli alcuni monasteri costruiti sulla sommità delle spettacolari formazioni rocciose furono raggiunti attraverso scale di corda oppure mediante reti e sistemi di sollevamento azionati da argani.

Al monastero di Varlaam, per esempio, persone, viveri e materiali potevano essere issati mediante una rete collegata a un sistema di corde e verricelli.

L’obiettivo era molto diverso da quello dell’ascensore urbano moderno, ma il principio meccanico rimaneva sorprendentemente simile: superare un forte dislivello verticale senza percorrerlo a piedi.

La sedia volante di Versailles: un antenato dell’ascensore domestico

Nel XVIII secolo i dispositivi di sollevamento iniziarono ad avvicinarsi maggiormente al concetto di trasporto individuale.

Uno degli esempi più curiosi della storia dell’ascensore è la cosiddetta “sedia volante” installata nel 1743 alla Reggia di Versailles.

Contrariamente a quanto spesso viene raccontato, non era stata realizzata per permettere a Luigi XV di spostarsi tra i suoi appartamenti.

Il dispositivo fu progettato dal macchinista Blaise-Henri Arnoult per la duchessa di Châteauroux, favorita del re, in modo da consentirle di raggiungere più facilmente il proprio appartamento ai piani superiori.

La cabina era collegata a un sistema di corde, pulegge e contrappesi. L’equilibrio dei pesi permetteva alla persona all’interno di far salire o scendere la sedia con uno sforzo relativamente ridotto.

In seguito il dispositivo venne utilizzato anche da Madame de Pompadour.

Per funzionamento e finalità, la sedia volante può essere considerata uno dei più interessanti antenati dell’ascensore privato.

La rivoluzione industriale cambia la mobilità verticale

Con la rivoluzione industriale nacque una nuova esigenza: spostare grandi quantità di merci rapidamente tra i diversi livelli di fabbriche, miniere e magazzini.

Comparvero così montacarichi azionati da motori a vapore e sistemi sempre più potenti.

Il problema principale rimaneva però la sicurezza.

Se la fune di sostegno si rompeva, la piattaforma poteva precipitare. Per questo motivo l’impiego dei primi elevatori per il trasporto abituale delle persone rimase limitato.

A cambiare radicalmente la situazione fu Elisha Graves Otis.

Elisha Otis e la nascita dell’ascensore sicuro

Nel 1852-1853 l’inventore statunitense Elisha Graves Otis sviluppò un dispositivo di sicurezza capace di impedire la caduta incontrollata della piattaforma in caso di rottura della fune.

Il principio era relativamente semplice ma rivoluzionario: quando la tensione della fune veniva meno, un meccanismo di sicurezza entrava in funzione e bloccava la piattaforma sulle guide.

Non era soltanto un miglioramento tecnico. Era la soluzione al principale ostacolo psicologico che impediva alle persone di fidarsi degli elevatori.

La celebre dimostrazione del 1854

Otis capì che inventare un dispositivo sicuro non era sufficiente: bisognava convincere il pubblico.

Nel 1854 presentò il suo sistema a New York durante l’Exhibition of the Industry of All Nations, ospitata al Crystal Palace.

Salì su una piattaforma elevata sopra il pubblico e fece tagliare la fune che la sosteneva.

La piattaforma scese soltanto di pochi centimetri prima che il dispositivo di sicurezza la bloccasse.

La dimostrazione ebbe un’enorme forza comunicativa e contribuì a cambiare definitivamente la percezione degli elevatori.

Nel 1857 Otis installò il suo primo ascensore per passeggeri nell’E.V. Haughwout Building di New York.

La città verticale cominciava a diventare possibile.

Il primo ascensore elettrico

La successiva grande rivoluzione arrivò con l’elettricità.

Nel 1880 Werner von Siemens presentò a Mannheim un ascensore elettrico, dimostrando che il motore elettrico poteva essere utilizzato per il trasporto verticale.

L’elettrificazione avrebbe progressivamente permesso di abbandonare molti dei complessi sistemi a vapore e idraulici utilizzati nell’Ottocento.

Velocità, precisione e possibilità di controllare più facilmente il movimento della cabina aprirono la strada agli ascensori destinati ai grandi edifici urbani del Novecento.

Gli ascensori della Torre Eiffel: la sfida del 1889

Uno dei momenti più affascinanti della storia dell’ascensore coincide con la costruzione della Torre Eiffel.

Realizzata per l’Esposizione universale di Parigi del 1889, la torre raggiungeva circa 300 metri di altezza e poneva un problema ingegneristico mai affrontato prima su quella scala: trasportare un numero elevato di visitatori lungo una struttura i cui pilastri erano inclinati.

Non bastava quindi realizzare ascensori molto alti. Le cabine dovevano seguire la geometria della torre.

Nel giugno del 1889 entrarono in servizio cinque ascensori idraulici, all’epoca tra i sistemi di sollevamento più avanzati mai realizzati.

Gli ascensori Otis nei pilastri nord e sud

Nei pilastri nord e sud furono installati ascensori realizzati dalla società americana Otis.

Le cabine, sviluppate su due livelli, percorrevano guide inclinate e raggiungevano il secondo piano della torre.

Il sistema utilizzava cavi, contrappesi e meccanismi idraulici appositamente adattati alla particolare inclinazione della struttura.

Il sistema Roux, Combaluzier e Lepape

Nei pilastri est e ovest operarono invece gli ascensori della società francese Roux, Combaluzier et Lepape.

Questi impianti servivano inizialmente il primo piano ed erano mossi attraverso particolari sistemi idraulici.

La loro efficienza risultò però limitata e nel 1899 furono sostituiti da nuovi ascensori realizzati da Fives-Lille.

L’ascensore Edoux verso la sommità

Ancora più particolare era il sistema progettato dall’ingegnere Léon Edoux per collegare il secondo piano con la parte superiore della torre.

Si trattava di una macchina idraulica con una corsa del pistone di circa 81 metri.

Il sistema utilizzava due cabine equilibrate tra loro: per raggiungere la sommità, i passeggeri dovevano cambiare cabina su un pianerottolo intermedio.

Una soluzione complessa che, per l’epoca, rappresentava un’autentica impresa ingegneristica.

Le principali tappe della storia dell’ascensore

Periodo Luogo o protagonista Tecnologia Importanza
III secolo a.C. Archimede, secondo la tradizione storica funi, carrucole e argani uno dei primi sistemi di sollevamento tramandati
I secolo d.C. Colosseo, Roma argani, gabbie e piattaforme complesso sistema di sollevamento per gli spettacoli
1743 Versailles sedia volante con funi e contrappesi uno dei primi esempi di elevatore individuale
1853-1854 Elisha Graves Otis dispositivo di sicurezza anticaduta rende più sicuro il trasporto verticale delle persone
1857 New York ascensore passeggeri Otis uno dei primi ascensori commerciali per persone
1880 Werner von Siemens motore elettrico apre la strada all’ascensore elettrico
1889 Torre Eiffel sistemi idraulici inclinati e verticali dimostra la possibilità di superare grandi altezze
XX-XXI secolo edifici moderni trazione elettrica, sistemi gearless e automazione ascensore veloce, efficiente e accessibile

Dall’ascensore dei grattacieli all’accessibilità domestica

L’evoluzione dell’ascensore non ha cambiato soltanto lo skyline delle città.

Ha modificato profondamente il modo in cui progettiamo e utilizziamo gli edifici.

Ciò che nell’Ottocento rappresentava una straordinaria innovazione tecnica è oggi uno degli strumenti fondamentali per garantire l’accessibilità agli spazi.

Ascensori, mini ascensori, piattaforme elevatrici, servoscala e montascale rispondono a esigenze diverse, ma condividono lo stesso principio: permettere alle persone di superare un dislivello in modo sicuro e con il minore sforzo possibile.

Per le persone anziane o con difficoltà motorie, questa tecnologia assume un valore ancora più importante.

Non significa semplicemente spostarsi da un piano all’altro, ma poter continuare a utilizzare autonomamente la propria casa e partecipare alla vita sociale senza che una scala diventi una barriera.

Dalla storia dell’ascensore alla mobilità di oggi

Più di duemila anni separano gli argani dell’antichità dai moderni sistemi di mobilità verticale.

Nel frattempo sono cambiati i materiali, le fonti di energia, i sistemi di controllo e soprattutto gli standard di sicurezza.

È rimasto però invariato l’obiettivo: superare la gravità per rendere più semplice il movimento delle persone.

Oggi questa evoluzione continua attraverso ascensori compatti, mini ascensori, piattaforme elevatrici e soluzioni pensate per adattarsi anche agli edifici esistenti.

Muoversi Liberi aiuta famiglie e condomini a individuare la soluzione più adatta per superare le barriere architettoniche, valutando caratteristiche dell’edificio, esigenze della persona e possibilità di installazione.

Domande frequenti sulla storia dell’ascensore

Chi ha inventato il primo ascensore?

Non esiste un unico inventore dell’ascensore. Sistemi di sollevamento erano già conosciuti nell’antichità e una delle prime macchine viene tradizionalmente attribuita ad Archimede nel III secolo a.C. L’ascensore moderno e sicuro è invece legato soprattutto al lavoro di Elisha Graves Otis nel XIX secolo.

Chi ha inventato l’ascensore moderno?

Elisha Graves Otis sviluppò all’inizio degli anni 1850 un sistema di sicurezza che impediva alla piattaforma di precipitare in caso di rottura della fune. La sua celebre dimostrazione pubblica del 1854 contribuì alla diffusione degli ascensori per passeggeri.

Quando fu installato il primo ascensore per passeggeri Otis?

Nel 1857 Otis installò il suo primo ascensore commerciale per passeggeri nell’E.V. Haughwout Building di New York.

Quando nacque l’ascensore elettrico?

Werner von Siemens presentò nel 1880 a Mannheim un ascensore alimentato elettricamente, una tappa fondamentale nello sviluppo dei moderni sistemi di elevazione.

Come funzionavano gli ascensori della Torre Eiffel nel 1889?

La Torre Eiffel utilizzava diversi sistemi idraulici. Gli ascensori Otis percorrevano i pilastri nord e sud, mentre gli impianti Roux, Combaluzier et Lepape operavano sui pilastri est e ovest. Per il tratto dal secondo piano verso la sommità veniva utilizzato lo speciale ascensore idraulico Edoux.

Perché l’invenzione dell’ascensore ha favorito la nascita dei grattacieli?

Prima dell’ascensore sicuro, abitare o lavorare ai piani molto alti era poco pratico. La possibilità di trasportare rapidamente e in sicurezza le persone rese invece utilizzabili gli edifici multipiano e contribuì allo sviluppo dell’architettura verticale moderna.

Qual è il legame tra ascensore e accessibilità?

La stessa tecnologia nata per superare grandi dislivelli viene oggi utilizzata anche per eliminare le barriere architettoniche. Ascensori, mini ascensori e piattaforme elevatrici consentono alle persone con difficoltà motorie di spostarsi più facilmente tra i diversi livelli di case ed edifici.

Altri articoli che potrebbero interessarti..

Storia dell'ascensore dalle prime macchine di sollevamento dell'antichità fino agli ascensori moderni.

Storia dell’ascensore: dai romani alla Torre Eiffel

Oggi basta premere un pulsante per raggiungere in pochi secondi i piani più alti di un edificio. Eppure, la storia dell…
stressed family caregiver caring for senior parent at home

Stato d’Animo dei Caregiver: Come Gestire Burnout e Ansia

Lo stato d’animo dei caregiver: tra dedizione profonda e fatica invisibile Prendersi cura di un genitore anziano, di un…
Una donna con una tazza di tè osserva fuori dalla finestra: lo stato d'animo e la fatica emotiva di chi assiste un familiare

Stato d’animo del caregiver: comprendere e gestire lo stress

Il peso invisibile dell’accudimento: comprendere lo stato d’animo del caregiver, le 4 fasi. Prendersi cura quotidianam…
futuristic modern home elevator and glass architecture

Ascensori da Record: Dai Giganti del Mondo alla Casa

Dalle meraviglie dell’ingegneria globale alla sicurezza delle nostre famiglie: la magia dell’ascensore Quando pensiamo…